Avvenire, Martedì 19 Dicembre 2000 

 

 VATICANO Promulgati anche i decreti per le canonizzazioni del vescovo Marello e delle beate Teresa Eustochio e Francesca Salesia

 

Dalla guerra di Spagna 102 nuovi martiri

 

Verso gli altari un gruppo di sacerdoti, religiosi e laici uccisi nel '36

 

Mimmo Muolo

 

Roma. Il martirologio del XX secolo si arricchirà presto di altri 102 nomi. Alla presenza del Papa, infatti, si è svolta ieri in Vaticano la cerimonia di promulgazione di 19 decreti della Congregazione per le cause dei santi, che riguardano anche il riconoscimento di 102 martiri uccisi in odio alla fede durante la guerra civile spagnola del '36-'37. Vi sono inoltre quattro canonizzazioni, tra cui quella del vescovo italiano Giuseppe Marello, beatificato dallo stesso Giovanni Paolo II nel 1993, e una beatificazione. Di sette Servi e Serve di Dio sono state dichiarate le virtù eroiche.

I martiri spagnoli del periodo della guerra civile vanno ad aggiungersi al già lungo elenco di coloro che testimoniarono la fedeltà a Cristo e alla Chiesa durante quel sanguinoso conflitto. «Da questa folla di martiri - ha spiegato il prefetto della congregazione per le cause dei santi, monsignor José Saraiva Martins - quasi "militi ignoti" della grande causa di Dio, la Chiesa dell'arcidiocesi di Valencia (un solo laico appartiene alla diocesi di Lérida, ndr) ha potuto individuare, su oltre mille "testimoni della fede" il martirio storicamente e teologicamente accertato di 102 fedeli».

Si tratta di sacerdoti diocesani, ha spiegato il vescovo, di membri di ordini e congregazioni religiose, maschili e femminili, laici e laiche impegnati in Azione Cattolica e in molte altre associazioni e sodalizi dell'apostolato parrocchiale e diocesano. «Ciò che colpisce in questo stuolo di martiri - ha fatto notare monsignor Saraiva Martins - è la loro straordinaria fortezza, la profonda formazione religiosa, la mitezza, la capacità di perdono, la disposizione gioiosa al martirio, tanto da suscitare persino lo stupore di persecutori incredibilmente feroci e senza un minimo di umanità».

Altra figura di spicco, nell'elenco dei decreti promulgati ieri, è quella di monsignor Giuseppe Marello, che fu vescovo di Acqui, in Piemonte. «Accompagnando il vescovo di Asti al Concilio Vaticano I indetto dal beato Papa Pio IX - ha ricordato il prefetto della congregazione per le cause dei santi - comprese il dovere di opporsi con decisione al materialismo, alla massoneria, all'anticlericalismo allora imperanti e, sotto il patrocinio di San Giuseppe (proclamato proprio da Papa Mastai Ferretti patrono della Chiesa universale), volle istituire quella Congregazione di Oblati di San Giuseppe, tutt'oggi fiorente e alla quale affidò con uno speciale mandato di fedeltà l'impegno di un forte apostolato per tutta la Chiesa».

Sulla strada della canonizzazione, oltre a monsignor Marello, ci sono Teresa Eustochio e Francesca Salesia, italiane vissute tra Ottocento e Novecento, e Maria Crescenza, tedesca del Seicento, che andarono incontro ai problemi della gioventù abbandonata sul piano culturale e spirituale. La beatificazione si avvicina invece per Emilia Tavernier, una religiosa canadese dell'Ottocento fondatrice di una congregazione di suore. E altre figure femminili di grande spessore umano e religioso sono Liberata del Sacro Cuore di Gesù e Maria Pilar Izquierdo Albero, delle quali sono state dichiarate le virtù eroiche, fondatrici di due congregazioni che hanno operato nella prima metà del '900. La prima, con le sue consorelle Francescane di Nostra Signora del Rifugio, riuscì a recuperare numerose giovani traviate. La seconda, fragilissima di salute, cieca e paralitica, guarì miracolosamente l'8 dicembre 1939 e potè così costituire l'Opera missionaria di Gesù e Maria.