Avvenire,
Mercoledì 20 Dicembre 2000
IL CASO Sì del Senato: è legge dello Stato
Grave decisione dell'Olanda contro la famiglia. Il Senato dei Paesi Bassi ha infatti approvato in via definitiva (49 voti favorevoli e 26 contrari) la legge che istituisce la possibilità di «matrimoni» tra coppie dello stesso sesso. La legge prevede la totale equiparazione dei «matrimoni» gay a quelli eterosessuali: dal pagamento di alimenti in caso di «divorzio», all'eredità fino a tutte le agevolazioni fiscali per le coppie sposate. Compreso il diritto all'adozione, con l'unica limitazione che si tratti di un bambino di nazionalità olandese. La normativa era già passata il 12 settembre alla Camera dei Deputati dell'Aja. A promuoverla è stato il governo «viola» del primo ministro Wim Kok, un governo costituito dall'alleanza tra socialisti e liberali, che godono di ampia maggioranza in Parlamento. A protestare decisamente contro la nuova normativa sono però le due principali Chiese del Paese, la cattolica e la protestante. Entrambe parlano di attentato alla famiglia, ma la loro voce è purtroppo rimasta isolata. Il vescovo di Utrecht, cardinale Simonis, parla di una «legge che degrada il matrimonio».
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IL CASO Il
provvedimento è passato al Senato con 49 voti favorevoli e 26 contrari.
All'opposizione i cristiani
Approvata la
legge-choc. Le coppie omosessuali potranno anche adottare
Giovanni
Maria Del Re
BERLINO. Dopo
le «unioni omosessuali registrate» in Germania, dall'ancor più liberale Olanda
arrivano adesso i veri e propri matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ieri
infatti anche il senato, la camera alta dei Paesi Bassi, ha approvato a larga
maggioranza la rispettiva legge, con tanto di possibilità di adozione di
bambini. La normativa era già passata il 12 settembre alla Camera dei Deputati
dell'Aja. A promuoverla è stato il governo «viola» del primo ministro Wim Kok,
un governo costituito dall'alleanza tra socialisti e liberali, che godono di
ampia maggioranza in Parlamento.
Il governo di
Kok saluta la legge come un segno di grande progresso: «La società olandese è
pronta per questo genere di misure che sono il frutto di discussioni di molti
anni», ha detto Wilfred Kortman, un portavoce del ministero della Giustizia. In
effetti la legge approvata ieri in via definitiva chiude un percorso
ultraliberale avviato in Olanda già nel 1998, quando il Parlamento dell'Aja
aveva approvato una legge che consentiva - analogamente a quanto deciso adesso
anche in Germania - l'istituzione delle unioni omosessuali registrate: le
coppie di due uomini o due donne possono farsi iscrivere in appositi registri.
Da allora hanno fatto ricorso a questo istituto 9500 coppie omosessuali.
Adesso la
legge va oltre, prevedendo la totale equiparazione dei matrimoni gay a quelli
eterosessuale: dal pagamento di alimenti in caso di «divorzio», all'eredità
fino a tutte le agevolazioni fiscali finora riservate a coppie «normali»
sposate. E dunque, come si diceva, anche il diritto all'adozione - previa però
un'apposita autorizzazione del Tribunale dei minori. Inoltre - come già accade
per le coppie eterosessuali - i gay che aspirino ad adottare un bambino
dovranno dimostrare di convivere da tre anni. Il piccolo infine dovrà essere di
nazionalità olandese - questo per evitare contenziosi con Stati (per ora la
stragrande maggioranza) che non riconoscano i matrimoni omosessuali.
La legge, a
dire il vero, non ha trovato in Olanda grandi resistenze. A protestare
decisamente contro la nuova normativa sono però le due principali Chiese del
Paese, la cattolica e la protestante. Entrambe parlano di attentato alla
famiglia, ma la loro voce è purtroppo rimasta isolata. E così l'Olanda - che
solo un paio di settimane fa ha approvato una legge che legalizza il «suicidio
assistito» (leggasi eutanasia) - conferma il suo discutibile primato di Paese
liberale a tutti i costi.