VIETNAM - Un prete ai vescovi: sciopero bianco della Chiesa per avere più libertà

Hanoi (Fides) – Basta con le riunioni dei vescovi, nessuna partecipazione agli incontri internazionali, stop alle richieste di autorizzazioni governative per attività interne della Chiesa: tutto per protestare contro la mancanza di libertà religiosa in Vietnam. Lo chiede alla Conferenza episcopale del Vietnam p. Tadeo Nguyen Van Ly, 53 anni, sacerdote della parrocchia di Nguyet Bieu, nell’arcidiocesi di Hue, attivista e leader di un movimento per la libertà religiosa. Fonti di Fides nella Chiesa vietnamita concordano con la protesta di p. Van Ly, ma obiettano che critiche e richieste vanno indirizzate al governo, non ai vertici della Chiesa.

Intanto il sacerdote è agli arresti domiciliari ed è controllato giorno e notte dalla polizia, che circonda la sua casa. Il governo gli ha tagliato le linee telefoniche e gli ha sottratto il computer. Secondo fonti di Fides nella Chiesa locale, il partito comunista ha intenzione di eliminare il suo movimento, ritenuto "scomodo e sovversivo".

La repressione su p. Van Ly, già arrestato negli anni ’70, è ricominciata dopo che il prete ha pubblicato e diffuso via e-mail un appello in 10 punti che denuncia repressione e controllo subiti dalla Chiesa. Il 4 dicembre il sacerdote e alcuni fedeli hanno esposto un grande striscione con la scritta "Vogliamo libertà di religione".

L’appello, diramato il 3 dicembre, per l’inizio del nuovo anno liturgico, nota che "la politica religiosa del governo è sempre stata un nodo intorno al collo delle religioni e in particolare della Chiesa cattolica", ricordando i 261 anni di persecuzioni tra i regni di Canh Thinh-Tay Son (1625) e Van Than (1886), e gli anni bui del regime comunista, dal 1954 in poi. P. Van Ly ricorda gli oltre 130mila martiri cattolici, le sofferenze imposta alla Chiesa, con la nazionalizzazione degli istituti ecclesiali, la persecuzione di preti, religiosi e religiose.

Secondo il sacerdote, la situazione attuale non è più felice. "Il diritto di nominare vescovi, di viaggiare per amministrare l’Eucarestia e la Cresima, di ordinare sacerdoti, reclutare seminaristi, appartengono all’idea di ‘Chiesa senza l’intervento del governo’, affermato dal partito comunista ?" si chiede p. Van Ly. Nel 1994 il sacerdote aveva già pubblicato un decalogo sulla mancanza di libertà religiosa in Vietnam, ripreso e aggiornato nel documento del dicembre 2000 (22/12/2000)