HONG KONG – CINA - La riforma dell’istruzione mette a rischio le scuole cattoliche

Hong Kong (Fides) – Un vescovo cattolico di Hong Kong ha affermato che la recente riforma del governo sull’istruzione sembra minimizzare il ruolo della Chiesa, scavalcando il suo diritto a dirigere scuole come ente promotore.

Il Vescovo coadiutore di Hong Kong, mons. Joseph Zen, è stato intervistato sulla situazione della scuola cattolica locale, dal settimanale Yazhou Zhoukan che ha sede in Hong Kong ed è l’edizione cinese di Asiaweek. L’intervista è stata pubblicata nell’ultimo numero, dell’11-17 dicembre.

Riguardo all’istruzione, uno dei campi di maggiore importanza per la Chiesa universale, mons. Zen ha affermato che il nuovo School-based Management programme, introdotto lo scorso aprile, sembra "scavalcare l’autorità dei responsabili delle scuole per consentire al governo di dirigere direttamente la scuola"; la Chiesa cattolica locale ha espresso dei dubbi riguardo a questa politica.

Come ha sottolineato mons. Zen, la Chiesa cattolica gestisce più di 300 scuole ad Hong Kong, una forza enorme, che può influenzare la politica del governo sull’educazione. "Il governo teme che gli enti promotori controllino le scuole" ha detto il vescovo, aggiungendo che il governo può non avere necessariamente di mira la Chiesa cattolica locale, dal momento che vi sono altri enti che gestiscono scuole in Hong Kong.

Mentre il governo afferma che con il nuovo programma le scuole hanno maggiore autonomia e trasparenza, e i genitori maggiore partecipazione nella conduzione della scuola, gli enti promotori temono che il programma minimizzerà il loro ruolo. Ad Hong Kong la maggior parte delle scuole sono rette da enti promotori e circa la metà sono gestite da cattolici e protestanti.

Suor Leung Kit-Fun, insegnante universitaria, teme che la riforma dell’istruzione si trasformi in una specie di conflitto tra Chiesa e governo; essendo la scelta del personale, la gestione finanziaria e l’ammissione degli studenti sempre più influenzata dal governo, le scuole trovano difficoltà per mantenere i loro obiettivi educativi.

La religiosa teme un giro di vite sull’educazione come è avvenuto in Cina. Ricordando che nel 1949 i comunisti si sono impossessati dell’attività della Chiesa nel campo dell’istruzione, suor Leung dice che anche il governo della Regione Amministrativa a statuto speciale di Hong Kong sembra voler diminuire l’influenza della Chiesa e favorire i sostenitori di Pechino in questo campo.

Nel frattempo uno dei funzionari incaricati dell’istruzione ad Hong Kong ha sottolineato che questa politica non è diretta contro la Chiesa cattolica: "è un autentico malinteso" ha affermato.

Le statistiche riportate dallo Yazhou Zhoukan mostrano che dal 1997 al 2000 le autorità hanno approvato 72 domande per la costruzione di complessi scolastici, 29 dei quali appartengono a comunità cattoliche o protestanti. Il funzionario ha detto che il governo accoglie con piacere la partecipazione di enti privati per progetti su larga scala e a lungo termine nell’istruzione, ma allo stesso tempo incoraggia nuovi enti ad unirsi a questi. Secondo l’Annuario della Chiesa cattolica di Hong Kong dell’anno 2000, ci sono 323 scuole cattoliche frequentate da 289.391 studenti, di cui 18.984 (6,56%) sono cattolici. (B.B.) (22/12/2000)