Avvenire,  Venerdì 12 Gennaio 2001 

 

IL CASO Sorprendenti i risultati di una indagine scientifica sul volto della Vergine di Guadalupe

 

«Morenita», il miracolo di uno sguardo

 

In entrambi gli occhi della Madonna compaiono le stesse figure

Fenomeno inspiegabile: pur microscopiche, le immagini sono dettagliate

 

Antonio Gaspari

 

Il 9 dicembre 1531 l'immagine della "Madonna di Guadalupe" rimase miracolosamente impressa sul mantello di Juan Diego e da allora non ha mai smesso di stupire. L'ingegnere José Aste Tönsmann, del Centro de Estudios Guadalupanos (Messico) ha presentato ieri, all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, i risultati di uno studio realizzato con tecnologia digitale sugli occhi dell'immagine di "Nostra Signora di Guadalupe". Da quest'analisi - condotta con metodi modernissmi (ciascun millimetro quadrato dell'originale è stato "sgranato" fino a contenere 30mila pixel digitali) - emerge che in entrambi gli occhi del Volto compaiono circa tredici personaggi. Le stesse persone sono presenti nell'occhio sinistro e nell'occhio destro, con diverse proporzioni, proprio come si presenterebbero negli occhi di un essere umano. Nonostante siano microscopiche, le immagini risultano dettagliate e distinte. Molti dei personaggi scoperti hanno precisi riferimenti storici.

La tecnica utilizzata per l'indagine è un processo digitale di elaborazione delle immagini, lo stesso che viene adoperato dai satelliti e dalle sonde spaziali per trasmettere le informazioni visive (ricordate Pathfinder su Marte?). Prima di spiegare il contenuto delle sue ricerche, l'ingegnere Aste Tönsmann ha ricordato che tutti gli studiosi concordano sul fatto che questa immagine «non è stata dipinta da mano umana. Già nel secolo XVIII vari scienziati messicani realizzarono prove empiriche da cui risultava che era impossibile dipingere su un tessuto uguale a quello del mantello di Juan Diego. Con il passar del tempo tale tessuto si degrada e le fibre non durano più di venti anni. Invece l'immagine come è ben evidente è impressa su quel tessuto da più di 470 anni».

Richard Kuhn, premio Nobel per la chimica, compì anche analisi chimiche da cui risultò che l'immagine non rivela coloranti naturali né animali, né tantomeno minerali. Visto che i coloranti sintetici non esistevano, l'immagine risulta assolutamente inspiegabile.

Nel 1979 i nordamericani Philp Callahan e Jody B. Smith studiarono l'immagine con raggi infrarossi e notarono con stupore l'assenza di pittura e di preparazioni previe. Tönsmann si chiede: «Senza colori e su un tessuto non trattato come è possibile spiegare l'immagine e la sua consistenza nel tempo? Inoltre come è possibile che pur non essendoci tinture i colori mantengono luminosità e brillantezza?».

L'ingegnere peruviano aggiunge: «Cahallan e Smith hanno fatto notare che che l'immagine cambia leggermente di colore secondo l'angolo di visione, un fenomeno che conosciamo come iridescenza, una tecnica impossibile da riprodurre da mani umane».

Il ricercatore - che ha cominciato a svolgere la sua ricerca nel 1979 - ha ingrandito le iridi degli occhi della Vergine fino a 2500 volte e mediante opportuni procedimenti matematici e ottici ha identificato tutti i personaggi presenti negli occhi della Vergine. Negli occhi della Madonna di Guadalupe è riflessa l'intera scena di Juan Diego che apre il suo mantello davanti al vescovo e agli altri testimoni del miracolo. In questa scena è possibile individuare: un indio seduto, che guarda in alto; il profilo di un uomo anziano, con la barba bianca e la testa segnata da un'avanzata calvizie somigliante alla figura del vescovo Juan de Zumárraga (quale appare nel dipinto di Miguel Cabrera raffigurante il miracolo); un uomo più giovane, quasi sicuramente l'interprete Juan González; un indio dai lineamenti marcati, con barba e baffi, che apre il proprio mantello, davanti al vescovo, ossia Juan Diego; una donna dal volto scuro, una serva nera che era al servizio del vescovo; un uomo dai tratti spagnoli che guarda pensoso accarezzandosi la barba con la mano. Insomma, negli occhi dell'immagine della Madonna di Guadalupe vi è come una foto istantanea di quanto accadde al momento in cui avvenne il miracolo.

A questo proposito, Tönsmann avanza l'ipotesi che la Madonna fosse presente, sebbene invisibile, e abbia negli occhi il riflesso di ciò che stava vedendo. Al centro delle pupille, poi, si nota, in scala molto più ridotta, un'altra "scena", del tutto indipendente dalla prima, in cui compare un vero e proprio "gruppo familiare" indigeno composto da una donna, da un uomo, da alcuni bambini, e - nel solo occhio destro - da altre persone in piedi dietro la donna.