Il Messaggero, Mercoledì 31 Gennaio 2001

 

I vescovi

Critiche alla tv

"Troppe volgarità"

 

ROMA - Nuovo attacco dal fronte religioso alla televisione. I vescovi italiani sono "preoccupati che la tv, mezzo potentissimo" venga usata per veicolare "banalità e volgarità e solleticare gli istinti meno nobili", invitano all'uso "critico" dei programmi; ma ritengono che "le forme di "protesta ognuno le fa secondo quello che sente.

In questi termini il segretario della Cei, monsignor Ennio Antonelli, ha riassunto il dibattito in seno al consiglio permanente dei vescovi, che invitano "tutti a una ricezione più critica e a una educazione alla ricezione critica, anche con opportune iniziative".

Rispondendo a una domanda su forme di protesta nei confronti della tv, quali ad esempio il rifiuto di pagare il canone a quella pubblica, monsignor Antonelli ha risposto che "le proteste ognuno le fa secondo quello che sente".

Il direttore generale della Rai, Pier Luigi Celli, respinge le accuse. "Si tratta - dice - di posizioni personali, rispettabili anche se non condivisibili, intorno alle quali è partita una sorta di orchestrazione tipica dei momenti elettorali. Credo che soprattutto quando si occupano determinate posizioni all'interno di una gerarchia, saper distinguere i campi di azione e valutare le opportunità siano compiti essenziali del ruolo".