Corrispondenza
Romana, 10-2-2001
TELEVISIONE:
fallimento negli USA di due programmi immorali
Che il pubblico sia sempre meno
disposto a seguire i programmi diseducativi propostigli dalle reti televisive
è stato confermato dalle recenti disavventure di due trasmissioni statunitensi,
pretesi tentativi di tivù-verità, che erano state a lungo lanciate con gran
pubblicità e spreco di soldi.
Il primo caso è stato quello di Big Brother, la versione americana
dell’europeo Grande Fratello. Dopo
una iniziale curiosità, questa trasmissione è stata sempre più ignorata dal
pubblico, che gli ha preferito programmi più tradizionali e meno trasgressivi.
L’esperimento è stato poi ritentato con Temptation
Island (ossia “L’isola della tentazione”), trasmesso dalla Fox TV, quella
del magnate Rupert Murdoch. In questa serie televisiva, 4 coppie di fidanzati
imminenti alle nozze si prestavano a partecipare ad una vacanza nel Belize, durante
la quale gli uni e le altre venivano separatamente e lungamente sottoposti a
tentazioni sessuali da parte di attrici e attori in forma smagliante e costumi
succinti.
Anche
in questo caso, dopo un iniziale successo, l’interesse dei telespettatori è
andato sempre più calando, anche per le critiche corrosive espresse da molti
ambienti religiosi e culturali. Una volta verificato l’insuccesso, anche i
giornali progressisti, come il “New York Times”, si sono messi a criticare
quella trasmissione che prima avevano propagandato come una conquista civile.