Corrispondenza Romana,
10-3-2001
INFORMAZIONE CULTURALE:
Europa Democrazia o Super-Stato?
Deputato europeo dal 1994, Georges Berthu viene riconosciuto
come uno dei migliori specialisti delle Istituzioni comunitarie. Dopo la
pubblicazione del testo completo del Trattato di Amsterdam, integrato da
preziosi commenti, ha pubblicato da poco, in occasione del vertice di Nizza,
una nuova opera intitolata: “Europa Democrazia o Super-Stato”, occasione di una
riflessione sull’avvenire dell’Unione europea.
Di fronte alla deriva centralizzatrice dell’Europa
iniziata, in disprezzo delle realtà nazionali, con l’Atto Unico (1986) e con
Maastricht (1992), George Berthu difende l’idea di un’Europa articolata, “vicina
ai bisogni dei popoli” (p. 125), nel seno della quale “ogni nazione si
alleerà con i partner che esprimeranno analoghi bisogni, e la volontà di
difenderli” (p. 126). “L’Europa articolata, libera dal tabù comunitario,
accetta cooperazioni a geometria variabile, in applicazione del principio: è
meglio una cooperazione a cinque, e che funziona, piuttosto che una
cooperazione a quindici che non va” (p. 128).
Si tratta, insomma, di un’Europa più efficace nella difesa
degli interessi dei suoi membri, un’Europa nel cui seno tutte le energie sono
mobilitate e tutti gli attori responsabili. Per funzionare, questa Europa
articolata avrebbe bisogno di cooperazioni flessibili, di meccanismi di presa
di decisioni fondati sul compromesso del Lussemburgo (1966) e di un sistema
d’arbitrato che non possa, senza appello, dare delle interpretazioni contrarie
a quelle delle democrazie nazionali.
Così, di fronte all’Europa disciplinare instaurata con
l’estensione del voto a maggioranza, bisognerebbe riallacciarsi al principio
di una unanimità più rispettosa di ciascun partner. Non si tratterebbe, più, da
quel momento, di isolare un paese per imporgli una decisione contraria ai suoi
interessi, ma di ricercare un vero accordo, unanime, e, se non è possibile
trovarne, di riunire tutti gli Stati che desiderano, malgrado tutto, cooperare
sul dossier in questione.
A questo proposito, tanto le cooperazioni rinforzate
previste dal Trattato di Nizza sono pesanti e costrittive, sottomesse al
beneplacito della Commissione, quanto le cooperazioni differenziate previste da
George Berthu sono leggere, coordinate tra loro dalla Conferenza dei Capi di
Stato e di Governo.
Per preservare le democrazie nazionali, George Berthu
moltiplica le proposte di riforma, accarezzando il sogno di un’Europa alla
Danese, nella quale i cittadini, regolarmente consultati attraverso referendum,
possano dibattere le questioni europee, ottenere le deroghe che convengano ai
loro interessi e respingere le decisioni che feriscano la loro sovranità. Il
deputato europeo suggerisce, per esempio, un controllo delle decisioni europee
più importanti da parte dei Parlamenti nazionali riuniti. Al momento
dell’allargamento dell’Unione europea agli Stati dell’Europa orientale, questa
Europa articolata sembra essere la sola valida, la sola che possa garantire a
lungo la pace (P. P.).