RUSSIA
Kondrusiewicz preoccupato: "La Duma rispetti le minoranze religiose"
Mosca (Fides) - L’Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, Amministratore Apostolico per i cattolici della Russia europea settentrionale, ha diffuso ieri un comunicato per rispondere alle accuse di "espansionismo" lanciate dal parlamentare Vladimir Zhirinovskij. La settimana scorsa il Vice speaker della Duma ha fatto varare al Parlamento un’interrogazione al Ministero degli Esteri russo circa le misure da prendere per "impedire l’espansione del cattolicesimo" in Russia e negli altri paesi ortodossi e per frenare il viaggio del Papa in Ucraina. Mons. Kondrusiewicz esprime "motivata preoccupazione". "L’interrogazione al Ministero degli Esteri con una formulazione talmente inadeguata, egli dice, ha assunto il valore di documento ufficiale, inviato a nome di un organo di potere cosi’ autorevole e rispettabile come la Duma. La Duma di Stato e’ un organo di potere rappresentativo, chiamato ad esprimere e difendere gli interessi della societa’ intera, comprese le minoranze religiose, come sono appunto i cattolici". L’arcivescovo cattolico è convinto che "la suddetta interrogazione" non è "il segnale d’inizio di una vera e propria campagna politica" ed è solo frutto di una "serie delle incomprensioni legate all’insufficienza di informazioni".
Le "incomprensioni" a cui fa riferimento il capo dei cattolici russi sono evidenti nel commento fatto da alcune fonti ortodosse alle parole di mons. Kondrusiewicz. Intervistate da Fides, tali fonti, che chiedono l’anonimato, insistono nel ritenere "eccessivo" il numero di missionari e religiosi cattolici stranieri rispetto alle necessita’ dei cattolici locali. Eppure solo una settimana fa due sacerdoti cattolici, il direttore della Caritas della Russia europea mons. Kania e il provinciale dei gesuiti padre Karpinsky, hanno subito un collasso proprio a causa del superlavoro a cui erano costretti. Attualmente si sono ritirati per un periodo di cure. Si calcola che per raggiungere il milione di cattolici dispersi sull’immenso territorio della Federazione Russa, servirebbero almeno 600 sacerdoti, il triplo di quelli attualmente operanti (poco piu’ di 200). Molti di essi, oltretutto, hanno difficolta’ a ottenere il permesso di soggiorno e sono costretti aperiodici viaggi dentro e fuori il paese. Un altro problema che manifesta la "poca espansione" dei cattolici è l’assoluta insufficienza delle strutture a loro disposizione. A parrocchie e altre comunita’ cattoliche russe sono state restituite finora meno del 20% delle proprieta’ ecclesiastiche cattoliche esistenti prima del 1930. (Fides 13/03/2001)