AFRICA - Campagna statunitense contro le nascite ma non contro l’Aids

 

New York (Fides) – Gli Stati Uniti spendono in Africa molto più denaro per campagne di aborti e di sterilizzazioni, che per combattere la piaga dell’Aids, in allarmante crescita. Lo afferma l’ente americano Population Research Institute (PRI), che cita una inchiesta della ABC News per la quale l’epidemia di Aids ha raggiunto la cifra di 25 milioni di morti nel solo continente africano, con la conseguenza di decine di milioni di orfani, abbandonati a se stessi, e di bambini con genitori malati che non possono più occuparsi di loro.

La denuncia dell’Istituto di ricerca statunitense, che cita cifre aggiornate sugli aiuti nordamericani alla Nigeria, alla Tanzania e all’Uganda, afferma che l’agenzia di Washington per lo Sviluppo Internazionale (USAID), nonostante il preoccupante sviluppo dell’epidemia di Aids, anziché prevenire il male, "spende molto più denaro per evitare che i bambini vengano al mondo" , finanziando una "aggressiva propaganda" per la sterilizzazione e per la pillola abortiva, "invece di prendersi cura dei neonati e degli orfani, dei malati e degli affamati".

In Nigeria, il più popoloso Paese d’Africa che ha superato nel 2000 i 109 milioni di abitanti, rileva il PRI statunitense, 6,4 milioni di dollari USA sono previsti i dall’ente per lo Sviluppo (USAID) a favore della salute e della sopravvivenza dei bambini, mentre quasi il doppio (11 milioni di dollari) sono spesi per il programma di controllo delle nascite.

In Tanzania, con una popolazione di oltre 33 milioni di persone, soltanto 2,5 milioni di dollari sono in programma di spesa, nel corrente anno 2001, per la salute o per la salvezza dei bambini, mentre il doppio esatto, ossia 5 milioni di dollari, svengono spesi per il controllo delle nascite con i mezzi della sterilizzazione e dell’aborto. Nulla invece è previsto quest’anno per i bambini abbandonati da genitori malati o per gli orfani.

In Uganda, infine, che conta oltre 21 milioni di abitanti, 2,8 milioni di dollari dei fondi americani sono in programma per salvare i bambini o per spese sanitarie, a fronte di ben 7 milioni di dollari in bilancio per il controllo delle nascite, mentre assolutamente nulla è previsto per i bimbi abbandonati e per gli orfani.

Questa netta accentuazione della politica USA per il controllo della popolazione in Africa, rilevano coloro che la criticano, ha causato finora gravi danni; in primo luogo, col non definire un sistema che dia primaria importanza alla cura della salute. Il dottor Kevin De Cock, direttore dell’ufficio del Kenya che coordina i Centri per il controllo delle malattie, ha suggerito in una Conferenza internazionale sull’Aids, svoltasi un mese fa, che, data la misera situazione della salute in Africa, sia previsto "un reinvestimento in un sistema africano di pubblica sanità ed in infrastrutture di base, che saranno necessari prima di affrontare sforzi per combattere l’Aids". (30/3/2001)