Avvenire, 31 marzo 2001

 

Madrid – Sì dei popolari alla legge malgrado l’opposizione di vescovi e associazioni

 

Unioni di fatto, bufera sul Pp

A Valencia riconoscimento anche per le coppie gay

 

Madrid (I.Al.) I deputati del Partito popolare (Pp) della regione di Valencia hanno approvato una legge che riconosce le unioni delle coppie di fatto sia etero che omosessuali, con i voti contrari dei gruppi di sinistra che ritengono il provvedimento non abbastanza “progressista”. Il Pp, che governa a Valencia con maggioranza assoluta dal 1996, ha sostenuto la nuova normativa, che non è entrata ancora in vigore, nonostante l’opposizione dei vescovi e di più di un centinaio di associazioni familiari cattoliche valenciane, in rappresentanza di oltre 60mila famiglie.

Con questa legge, Valencia è la quarta regione che ammette le coppie di fatto (dopo Catalogna, Aragona e Navarra), ma si tratta della prima volta in cui il riconoscimento viene apertamente sostenuto dai popolari. La nuova normativa non ammette l’adozione, né equipara del tutto le unioni di fatto al matrimonio, ma introduce il concetto di “modelli di famiglia diversi” che le associazioni ritengono “pericoloso”.

Infatti le associazioni delle famiglie cattoliche valenciane avevano firmato in precedenza una dichiarazione in cui accusavano il Pp di emarginarle di fronte alle coppie di fatto e, secondo il comunicato stampa, minacciavano i popolari di non votarli alle prossime elezioni.

Pochi giorni prima della votazione, il vescovo di Castellon monsignor Reig Pla, direttore della Subcomissione “Famiglia e Vita” della Conferenza episcopale spagnola, aveva pubblicato una lettera pastorale in cui invitava i deputati cattolici del Pp a non votare a favore della legge.

La polemica ha raggiunto momenti critici quando la maggioranza dei giornali ha accusato la Chiesa di intromissione e di pressioni sui popolari, e soprattutto quando il deputato del Pp Antonio Clemente ha replicato al vescovo di Castellon sostenendo che “è pericolosa questa intolleranza verso le opzioni e le opinioni ‘differenti’”, e che “è importante approvare una legge per regolare la situazione delle coppie che scelgono un’opzione distinta del matrimonio tradizionale”.

La Conferenza episcopale spagnola considera l’esempio del Pp valenciano “deplorevole”, mentre l’arcivescovo di Valencia denuncia che “è stato creato un falso clima di confronto tra la Chiesa e gli omosessuali. Ma il rispetto per i diritti degli omosessuali non può attuarsi attraverso l’equiparazione al matrimonio”, anche se non ha voluto rilasciare dichiariozini pubbliche sul fatto che sia stato proprio il Pp a portare avanti questa legge.

La polemica, comunque, è appena iniziata: due associazioni cristiane valenciane – l’Associazione dei magistrati cattolici, alla quale appartengono circa 300 giudici, e l’Associazione valenciana delle famiglie (Avafam) – hanno ormai annunciato di voler sollevare eccezione di incostituzionalità presso l’Alta Corte.

Secondo i socialisti, invece, le nuove norme mettono in mostra l’incoerenza del Pp, che sostiene a Valencia una legge sulle coppie di fatto, mentre presenta ricorsi legali in Navarra contro provvedimenti simili. Per il vescovo di Castellon, la legge costituisce un “grave errore per il quale il Pp dovrà rispondere in un futuro non molto lontano”.