Madrid
– Sì dei popolari alla legge malgrado l’opposizione di vescovi e associazioni
A
Valencia riconoscimento anche per le coppie gay
Madrid (I.Al.) I deputati del Partito
popolare (Pp) della regione di Valencia hanno approvato una legge che riconosce
le unioni delle coppie di fatto sia etero che omosessuali, con i voti contrari
dei gruppi di sinistra che ritengono il provvedimento non abbastanza
“progressista”. Il Pp, che governa a Valencia con maggioranza assoluta dal
1996, ha sostenuto la nuova normativa, che non è entrata ancora in vigore,
nonostante l’opposizione dei vescovi e di più di un centinaio di associazioni
familiari cattoliche valenciane, in rappresentanza di oltre 60mila famiglie.
Con questa
legge, Valencia è la quarta regione che ammette le coppie di fatto (dopo
Catalogna, Aragona e Navarra), ma si tratta della prima volta in cui il
riconoscimento viene apertamente sostenuto dai popolari. La nuova normativa non
ammette l’adozione, né equipara del tutto le unioni di fatto al matrimonio, ma
introduce il concetto di “modelli di famiglia diversi” che le associazioni
ritengono “pericoloso”.
Infatti le
associazioni delle famiglie cattoliche valenciane avevano firmato in precedenza
una dichiarazione in cui accusavano il Pp di emarginarle di fronte alle coppie
di fatto e, secondo il comunicato stampa, minacciavano i popolari di non
votarli alle prossime elezioni.
Pochi giorni
prima della votazione, il vescovo di Castellon monsignor Reig Pla, direttore
della Subcomissione “Famiglia e Vita” della Conferenza episcopale spagnola,
aveva pubblicato una lettera pastorale in cui invitava i deputati cattolici del
Pp a non votare a favore della legge.
La polemica ha
raggiunto momenti critici quando la maggioranza dei giornali ha accusato la
Chiesa di intromissione e di pressioni sui popolari, e soprattutto quando il
deputato del Pp Antonio Clemente ha replicato al vescovo di Castellon
sostenendo che “è pericolosa questa intolleranza verso le opzioni e le opinioni
‘differenti’”, e che “è importante approvare una legge per regolare la
situazione delle coppie che scelgono un’opzione distinta del matrimonio
tradizionale”.
La Conferenza
episcopale spagnola considera l’esempio del Pp valenciano “deplorevole”, mentre
l’arcivescovo di Valencia denuncia che “è stato creato un falso clima di
confronto tra la Chiesa e gli omosessuali. Ma il rispetto per i diritti degli
omosessuali non può attuarsi attraverso l’equiparazione al matrimonio”, anche
se non ha voluto rilasciare dichiariozini pubbliche sul fatto che sia stato
proprio il Pp a portare avanti questa legge.
La polemica,
comunque, è appena iniziata: due associazioni cristiane valenciane –
l’Associazione dei magistrati cattolici, alla quale appartengono circa 300 giudici,
e l’Associazione valenciana delle famiglie (Avafam) – hanno ormai annunciato di
voler sollevare eccezione di incostituzionalità presso l’Alta Corte.
Secondo i
socialisti, invece, le nuove norme mettono in mostra l’incoerenza del Pp, che
sostiene a Valencia una legge sulle coppie di fatto, mentre presenta ricorsi
legali in Navarra contro provvedimenti simili. Per il vescovo di Castellon, la
legge costituisce un “grave errore per il quale il Pp dovrà rispondere in un
futuro non molto lontano”.