Avvenire, Sabato 14 Aprile 2001 

 

SCIENZA E FEDE Centro di Sindonologia renderà noto uno studio «rivoluzionario» sul Sudario spagnolo

 

Oviedo «scopre» il mistero del suo Volto

 

Il giurista Rodriguez, studioso anche del Lino torinese: l'immagine dell'Uomo dei dolori, una catechesi che ci interpella in prima persona, al di là dei dati scientifici

 

Inma ÁLvarez

 

Madrid. Il Centro spagnolo di sindonologia (Ces) si appresta a rendere noti i risultati di uno studio sul Sudario di Oviedo che si annunciano rivoluzionari: dopo di 10 anni di ricerche, grazie alla collaborazione di oltre 40 esperti di diversi Paesi e 5 università, si è arrivati alla conclusione che il Sudario è molto probabilmente quello che avvolse il volto di Cristo tra la crocifissione e la sepoltura. Jorge Manuel Rodríguez, professore di Diritto civile all'Università di Valencia, è vicepresidente del Ces. Lo studio della Sindone per lui è iniziato come un hobby circa 25 anni fa, per diventare una passione, una ricerca costante. Tanto che negli ultimi 10 anni ha tenuto sul tema circa 500 conferenze. «La prima volta che ho sentito parlare della Sindone avevo appena 17 anni. Leggevo tutto quello che trovavo sull'argomento».

Nel 1987 a Valencia è stato fondato il Ces, associazione non profit che negli ultimi anni ha concentrato le proprie ricerche soprattutto sul Sudario di Oviedo. «Vi ho aderito forse perché, come avvocato, talvolta mi innamoro delle "cause perse". Mi pare, infatti, che alla Sindone venga spesso fatta ingiustizia, dal momento che non se ne riconosce l'origine misteriosa, il suo carattere enigmatico».

Che intende?

«L'elemento che più colpisce della Sindone è che non se ne dà una spiegazione. Nessuno ha mai potuto dimostrare come sia stata fatta. In quest'ultimo secolo i tentativi di riprodurla sono stati innumerevoli, ma il metodo empirico non ha mai potuto riprodurla e quindi spiegarla. Possiamo solo affermare che questo oggetto sta al di fuori della fisica: considerazione che di solito facciamo per i miracoli. Paradossalmente, se si trattasse del sudario di Tutankhamon nessuno avrebbe dubbi, invece la Sindone ci interroga personalmente; questo fa sì che spesso il problema non venga affrontato da un punto di vista oggettivo. Noi del Ces cerchiamo di presentare soltanto i risultati delle indagini, i dati, perché vogliamo che ognuno ne tragga le conseguenze».

Nel contesto della Settimana Santa, cosa suggerisce l'immagine dell'Uomo dei dolori?

«Posso raccontare un aneddoto. Un giorno ho ricevuto una lettera di un ragazzo. Diceva: "Io ero cattolico convinto fino al giorno in cui il mio parroco ha affermato che era lo stesso che Cristo fosse risorto o meno. In quel giorno rinnegai la Chiesa cattolica. Dopo sono stato in una sètta in cerca di un senso, ma scoprii che era tutto un inganno e la lasciai. Alcuni anni fa in una rivista ho letto un articolo che 'dimostrava' la falsità della Sindone (quello del carbonio 14 e così via) vidi una foto del volto, la tagliai e da quel momento la porto sempre nel portafoglio, perché ho pensato: se Dio si è fatto uomo, questo è il suo volto". Io rimasi impressionato da questa lettera: solo quel volto già è una catechesi!»

Come mai la Sindone ha suscitato tante polemiche?

«Non si tratta di polemiche scientifiche, ma di strumentalizzazioni mediatiche. Non ho mai trovato uno scienziato in grado di dimostrare che i dati siano falsi. Chi afferma che la Sindone è falsa non fornisce prove. Lo stesso Harry Cobb, che inventò il metodo di datazione che utilizza il carbonio 14, ha riconosciuto che non si può provare che la Sindone risalga al Medioevo. Ma gli elementi umanamente inspiegabili sono più d'uno, a cominciare dalla formazione dell'immagine. C'è poi una serie di dati sorprendenti: la sepoltura del condannato è un fatto straordinario, di solito i delinquenti non venivano sepolti. Il lenzuolo è a dir poco strano, si tratta di una stoffa straordinariamente ricca, di lusso… Dal punto di vista statistico, insomma, la possibilità che questo lenzuolo non abbia avvolto la salma di Cristo è una su 200mila milioni».