RUSSIA
Dieci anni fa la rinascita della Chiesa

 

Mosca (Fides) – La Chiesa cattolica russa festeggia i dieci anni dalla sua rinascita, avvenuta nel 1991. Per l’occasione il Papa invia a Mosca come suo rappresentante S.E. mons. Jean-Louis Tauran, Segretario vaticano per i rapporti con gli stati, che sarà in Russia dal 25 al 27 maggio. Il 26 maggio mons. Tauran presiederà una celebrazione nella cattedrale moscovita dell’Immacolata Concezione per i dieci anni dell’intronizzazione dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz a Mosca. L’inviato del Papa incontrerà le autorità civili e forse anche il Patriarca ortodosso Alessio II. I festeggiamenti sono iniziati il 13 aprile scorso, venerdì santo, ricorrenza decennale della nomina dei vescovi-amministratori di Russia e Kazachstan.

Si terranno celebrazioni anche in Siberia, per ricordare la fondazione o riapertura di istituzioni cattoliche come parrocchie, la Caritas, il Collegio teologico. La Siberia è venuta di recente alla ribalta per l’uccisione del missionario cattolico melchita padre Yan Leon Frackewicz, 66enne polacco, trovato morto il 15 aprile nel villaggio di Yartsevo, nel territorio di Krasoyarsk. Sospettato di omicidio è un cittadino del suo stesso villaggio, che lo avrebbe freddato dopo esser stato scoperto in flagrante furto.

Intanto i cattolici russi si preparano all’annunciata visita di Giovanni Paolo II in Ucraina a fine giugno 2001. La vicinanza geografica e culturale favorisce un coinvolgimento attivo: si sta organizzando un pellegrinaggio che permetterà a migliaia di russi di recarsi a Kiev e a Leopoli. Saranno presenti anche i quattro vescovi-amministratori, insieme ai vescovi del Kazachstan (che attendono il Papa in settembre) e di altre repubbliche ex-sovietiche, oltre a molti sacerdoti e seminaristi. L’Ucraina, terra nativa del cristianesimo slavo-orientale, si prepare a sua volta ad accogliere i pellegrini, che verranno anche dalla vicina Polonia, in un clima di cordialità festosa, tipico della gente ucraina.

Va notato che in Russia è in atto una campagna di propaganda contro il viaggio del Papa in Ucraina, sostenuta da alcuni politici e dagli ambienti più conservatori dell’ortodossia. La campagna si alimenta con riflessioni teologiche antipapiste e slogan nazionalistici antioccidentali. Si cerca pure di sminuire l’importanza del viaggio, parlando del disinteresse della popolazione in Russia e in Ucraina. In realtà si tratterà della più grande manifestazione di massa e del più grande evento religioso per la società ucraina negli ultimi cento anni.

Suscitando ostilità verso il Papa, gli ortodossi tentano di accrescere la propria autorità presso la popolazione. La recente celebrazione della Pasqua ha mostrato infatti che la pratica religiosa dei fedeli ortodossi continua a calare. Secondo dati della polizia urbana, a Mosca i fedeli presenti nelle chiese ortodosse la notte di Pasqua sono stati circa 120 mila, pari all’1% della popolazione residente nella capitale, considerata la città più devota di tutta la Russia.

La punta massima di frequenza risale a 5 anni fa (200mila presenti). Da allora il calo è continuo. In aumento, invece, i gruppi di giovani in camicia nera, che hanno inscenato manifestazioni di propaganda anti-occidentale, accusando cattolici e protestanti di aver scelto di celebrare la Pasqua contemporaneamente agli ortodossi, per ingannare la popolazione. (Fides 23/04/2001)