Avvenire,
13 Maggio 2001
TENDENZE - Il
paranormale si diffonde in maniera preoccupante fra gli adolescenti. Come
conferma un'inchiesta francese
«Adoro la
magia e lo spiritismo»: molti commenti si sono sprecati nelle ultime settimane
a proposito di questa frase che Erika, la ragazza protagonista della vicenda di
Novi Ligure, avrebbe scritto ad un suo amico. Fra i giovani, insomma,
assisteremmo ad una crescita d'attenzione verso questi fenomeni. La conferma
viene dalla Francia: un'inchiesta realizzata dal prestigioso Cnrs - e
pubblicata sull'ultimo numero della rivista «Futuribles» - avvalora il dato di
un forte interesse per il paranormale. Circa la metà dei giovani tra i 18 e i
24 anni ammette infatti la propria credenza nello spiritismo. E se l'81 per
cento degli intervistati dichiara la propria fiducia nella scienza, il 51 per
cento dice di credere nell'esistenza di realtà che la scienza mai potrà
giungere a spiegare. Per molti, quelle che oggi vengono chiamate «parascienze»
(o scienze del paranormale) domani diverranno scienze.
«C'è un
desiderio - commenta il professor Guy Michelet, direttore di ricerca al Cnrs,
che ha condotto l'inchiesta - di legittimare il soprannaturale da parte della
scienza e al contempo di coltivare il fascino e il mistero delle credenze
parallele. L'inchiesta, come detto, conferma che le donne più degli uomini e i
giovani più degli adulti credono nel paranormale e che molti di coloro che
hanno fiducia nella possibilità di un interscambio fra il mondo dei vivi e
quello dei morti hanno una cultura alta e un titolo di studio di scuola
superiore. Michelet parla di risveglio religioso dopo la secolarizzazione dei
decenni trascorsi ma evidenzia che si tratta di una religiosità confusa e
contorta. Ma è giusto parlare di religiosità?
In un libro da
poco uscito in Francia («J'étais voyant, maintenant je vois»), lo scrittore
convertito Michel Berrette racconta un episodio avvenuto durante un suo
incontro con un gruppo di studenti. Alla domanda: quanti di voi hanno preso
parte a sedute spiritiche?, quasi tutti hanno risposto sì, dichiarando di farlo
per gioco. La ricerca del Cnrs dimostra che l'attenzione al paranormale non va
però banalizzata.
Venendo
all'Italia, in un'inchiesta del '99 svolta dal Cesnur presieduto da Massimo
Introvigne è emerso che se il 45 per cento degli italiani crede che lo
spiritismo sia tutto un imbroglio, il 12 per cento ci crede e 1 su 5 partecipa
a sedute spiritiche. Percentuali che aumentano in maniera considerevole se si passa
agli studenti delle superiori: il 35 per cento è scettico e il 17 per cento ci
crede; in mezzo una zona grigia che non esclude sia possibile comunicare
direttamente con l'aldilà. (r.rig.)