Corrispondenza Romana, 19-5-2001      

 

ISLAM: il terrorismo separatista ceceno un pericolo crescente per l’Occidente

 

                Le organizzazioni guerigliere islamiche attive in Cecenia stanno espandendo le loro attività terroristiche al di fuori dei confini della repubblica federata caucasica. La guerriglia, che secondo il Cremlino, ma anche secondo autorevoli fonti occidentali, dispone di sostegno da diversi Paesi islamici, è collegata alle centrali internazionali del terrorismo islamico, come evidenziato anche nel documentatissimo libro-denuncia “Unholy Wars” (PlutoPress, London, 2000) sull’Internazionale terrorista di matrice islamica del corrispondente dell’ABC John K. Cooley. Lo scopo delle iniziative sanguinarie oltreconfine sarebbe quella di attirare l’attenzione dell’Occidente sulle loro istanze separatiste.

            Si spiegano così, per esempio, il dirottamento di un aereo di linea russo nel marzo scorso da parte di un commando armato diretto da Arsaf Aslambik, già “ministro degli Interni” ceceno nel 1998 (cfr. “The Daily Telegraph”, 15 marzo 2001) conclusosi con tre morti; o il sequestro di più di 100 ostaggi in un albergo di Instanbul di un altro commando di 20 persone che reclamava la libertà di Muhammed Tokcan, detenuto in una prigione turca dal 1996 per terrorismo (“The Daily Telegraph”, 23 aprile 2001).

In difficoltà sul piano militare e incapaci da diversi mesi di condurre operazioni belliche significative – nota “l’Osservatore romano” del 23-24 aprile 2001 – I guerriglieri continuano ad animare blitz e sparatorie nella notte e soprattutto stanno moltiplicando gli attentati che vengono effettuati con sempre maggiore frequenza contro “i numerosi civili ceceni ‘nemici’ della causa separatista (“l’Osservatore romano”, cit.). Il recente smantellamento in Italia di alcune basi logistiche di terroristi che sotto l’egida di Osama Bin Laden operavano per il reclutamento di “combattenti di Allah da inviare nel conflitto ceceno mostrano come il conflitto ceceno sia da essi considerato come una battaglia paradigmatica per l’islam più fanatico.  (F.B.)