Le organizzazioni guerigliere islamiche
attive in Cecenia stanno espandendo le loro attività terroristiche al di fuori
dei confini della repubblica federata caucasica. La guerriglia, che secondo il
Cremlino, ma anche secondo autorevoli fonti occidentali, dispone di sostegno da
diversi Paesi islamici, è collegata alle centrali internazionali del terrorismo
islamico, come evidenziato anche nel documentatissimo libro-denuncia “Unholy
Wars” (PlutoPress, London, 2000) sull’Internazionale terrorista di matrice
islamica del corrispondente dell’ABC John K. Cooley. Lo scopo delle iniziative
sanguinarie oltreconfine sarebbe quella di attirare l’attenzione dell’Occidente
sulle loro istanze separatiste.
Si spiegano così, per esempio, il
dirottamento di un aereo di linea russo nel marzo scorso da parte di un
commando armato diretto da Arsaf Aslambik, già “ministro degli Interni” ceceno
nel 1998 (cfr. “The Daily Telegraph”, 15 marzo 2001) conclusosi con tre morti;
o il sequestro di più di 100 ostaggi in un albergo di Instanbul di un altro
commando di 20 persone che reclamava la libertà di Muhammed Tokcan, detenuto in
una prigione turca dal 1996 per terrorismo (“The Daily Telegraph”, 23 aprile
2001).
“In difficoltà sul piano militare e incapaci da diversi mesi di condurre operazioni belliche significative – nota “l’Osservatore romano” del 23-24 aprile 2001 – I guerriglieri continuano ad animare blitz e sparatorie nella notte e soprattutto stanno moltiplicando gli attentati” che vengono effettuati con sempre maggiore frequenza contro “i numerosi civili ceceni ‘nemici’ della causa separatista” (“l’Osservatore romano”, cit.). Il recente smantellamento in Italia di alcune basi logistiche di terroristi che sotto l’egida di Osama Bin Laden operavano per il reclutamento di “combattenti di Allah” da inviare nel conflitto ceceno mostrano come il conflitto ceceno sia da essi considerato come una battaglia paradigmatica per l’islam più fanatico. (F.B.)