Il Messaggero, 1-6-01

 

La condanna di Giovanni Paolo II

 

Il Papa: no agli abusi sui figli in provetta e alle famiglie di fatto

 

 

di ORAZIO PETROSILLO

 

CITTA’ DEL VATICANO - Due "no" ha ribadito ieri il Papa: alla procreazione artificiale «con relative strumentalizzazioni ed abusi sull’essere umano» e alle unioni di fatto «favorite da legislazioni permissive, che dissolvono il diritto originario della famiglia». Ma li ha pronunciati per affermare due "sì": «al rispetto dell’uomo alle sue origini e delle modalità della sua procreazione» e «al valore della famiglia, quale soggetto sociale a pieno titolo». Sono due "no" e due "sì" sull’origine dell’uomo e sulla famiglia che pongono il Papa e la Chiesa nettamente controcorrente alla mentalità corrente. L’occasione per questo intervento è stata il ventennale dell’«Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia», annesso all’Università Lateranense che Giovanni Paolo II ha chiamato «nostro». I motivi evidenti sono che la Lateranense è l’università del Papa in quanto vescovo di Roma e che l’Istituto porta il suo nome. Quello nascosto è legato al fatto che esso fu istituito - assieme alla Pontificia Accademia per la Vita - il 13 maggio 1981, proprio il giorno dell’attentato di Agca. E il segretario del Pontefice, mons. Stanislaw Dziwisz, nel raccontare le vicende segrete del Papa ferito ha interpretato quelle sofferenze come un tributo di dolore a difesa della famiglia e della vita concepita.

Ad un istituto accademico spetta l’elaborazione di «una antropologia adeguata che cerca di comprendere e di interpretare l’uomo in ciò che è essenzialmente umano». Tra i fattori di «maggior crisi e debolezza della società contemporanea» è, per il Pontefice, «l’oscuramento della singolare dignità della persona umana». Due le cause. Innanzitutto, il rispetto dell’uomo alle sue origini: «Sempre più insistentemente si affacciano progetti che pongono gli inizi della vita umana in contesti diversi da quelli dell’unione sponsale tra uomo e donna». «Col pretesto di assicurare una migliore qualità di esistenza mediante un controllo genetico, oppure di far progredire la ricerca medica e scientifica - ha aggiunto il Pontefice - vengono proposte sperimentazioni sugli embrioni umani e metodiche per la loro produzione, che aprono la porta a strumentalizzazioni ed abusi da parte di chi si arroga un potere arbitrario e senza limiti sull’essere umano». Quanto al secondo punto, ha attaccato «talune legislazioni permissive, fondate su concezioni parziali ed erronee della libertà, hanno favorito, negli ultimi anni, presunti modelli alternativi di famiglia, non fondata più sull’impegno irrevocabile di un uomo e di una donna a formare una "comunità di tutta la vita"»