Origine della festa del Corpus Domini
Dall’Enciclopedia
Cattolica (Città del Vaticano, 1950, vol. IV, coll. 611-612):
CORPUS DOMINI,
FESTA del. - È la solennità del S.mo Corpo di Cristo, celebrata il giovedì dopo
la 1a. domenica di Pentecoste, per commemorare in modo tutto speciale la S.ma
Eucaristia : sacrificio e Sacramento.
La causa
remota dell'istituzione di questa festa si deve ricercare nel nuovo ed intenso
orientamento dei teologi e della pietà popolare verso l'Eucaristia nel corso
del sec. XII, in reazione principalmente agli errori di Berengario di Tours
(v.) circa la transustanziazione. Infatti per Roberto di Thourotte e per il
card. Ugo di S. Caro l'istituzione della
festa è innanzi tutto diretta «ad confutandam haereticorum insaniam» [per confutare la follia degli eretici].
La festa è
connessa con le visioni della b. Giuliana di Mont-Cornillon, la quale dal
Signore stesso ebbe la missione di introdurla nella Chiesa.
Aspramente
combattuta all'inizio, finalmente approvata dal vescovo Roberto di Thourotte (o
Torote) nel 1246, l'anno seguente la festa fu celebrata dai Canonici di S.
Martino a Liegi. Nel 1247, in forza di una costituzione sinodale dell'anno
precedente, la festa fu istituita nella diocesi di Liegi. Nel 1252 il card. Ugo
di S. Caro, allora legato pontificio in Germania, la introduceva in tutta la
sua circoscrizione, e due anni dopo il suo successore, Pietro Capocci, la
confermò (J. Chapeaville, Gesta Pontif. Leodiens., II, Liegi 1613, p. 646
sgg.). Urbano IV, prima arcidiacono di Liegi, sollecitato dal vescovo Enrico di
Gheidria, commosso anche dal miracolo di Bolsena (il cui corporale fu
processionalmente portato ad Orvieto il 19 giugno 1264), estese la festa a
tutta la Chiesa con la bolla Transiturus dell' 8 sett. 1264, fissandola al giovedì
dopo l'ottava di Pentecoste. Clemente V la confermò nel 1314.
Un primo
Ufficio del S.mo Sacramento fu composto da fra' Giovanni del monastero di
Mont-Cornillon, dietro indirizzo della stessa b. Giuliana. Quello che nel sett.
del 1264 papa Urbano IV mandò alla reclusa Eva. capolavoro di dottrina
teologica, fu composto da s. Tommaso d’Aquino, che si servì di antifone,
lezioni e responsori già in uso presso alcune chiese particolari (...).