VATICANO
Discriminazioni per i medici obiettori di coscienza all’aborto. Un Convegno internazionale

 

Roma (Fides) -Diventa sempre più preoccupante la pressione esercitata, sia in ambito ospedaliero che universitario, sui medici cattolici, o comunque contrari all’aborto, affinchè aderiscano a pratiche di sterilizzazione o di interruzione della gravidanza, pena l’emarginazione professionale. Inoltre è in forte calo nel mondo la scelta di specializzarsi in ostetricia e ginecologia o in studi legati alla maternità da parte di medici cattolici o schierati in difesa della vita. Per questo l40 specialisti di ostetricia e ginecologia di 40 Paesi si riuniscono a Congresso internazionale in Roma, da domenica 17 a mercoledì 20 giugno, per documentare e denunciare le discriminazioni in atto nel mondo contro i medici che attuano l’obiezione di coscienza dinanzi all’aborto ed a pratiche contro la vita umana. Il Convegno, organizzato dalla Federazione internazionale dei medici cattolici (FIAMC) e dalla Mater care International, è promosso dal Pontificio Consiglio per la pastorale della salute. Un momento importate sarà un discorso che il Papa rivolgerà agli specialisti, in udienza speciale, lunedì 18 giugno in Vaticano. Tema del Convegno, che si terrà nelle sale dell’Istituto Maria SS: Bambina in via Paolo VI, presso il colonnato di piazza san Pietro, è: "Il futuro dell’Ostetricia e della Ginecologia: il diritto umano fondamentale ad esercitare la professione e ad essere formati secondo coscienza".

I lavori, che s’aprono alle 18 di domenica 17 giugno e si concludono mercoledì 20 alle 13, passeranno in rassegna le pressioni che vengono esercitate sugli Ostetrici–ginecologi e sui medici specializzandi, affinchè aderiscano alle filosofie anti-nataliste e alle politiche che attualmente dominano la pratica ostetrica. Il Convegno intende anche esaminare le conseguenze, per la difesa della vita, che derivano dal serio calo calo di ostetrici-ginecologi cattolici e "pro life" in generale.. Si studieranno pure iniziative atte a fronteggiare tale stato di cose.

Il problema dell’esercizio del diritto di obiezione di coscienza nella professione medica è profondamente sentito dagli ostetrici. Infatti i cambiamenti avvenuti in questa discilina negli ultimi 40 anni, dopo la diffusione della contraccezione, dell’aborto, della fertilizzazione in vitro e delle manipolazioni degli embrioni, hanno generato un profondo malessere, mentre aumentano le pressioni di natura ideologica, politica e professionale perché i medici rinuncino a qualsiasi obiezione o conflitto morale, creando una sorta di ostracismo sociale verso quegli specialisti che intendano rimanere fedeli alla propria coscienza e agl’insegnamenti della Chiesa.

Ne consegue il continuo calo del numero degli specialisti cattolici o contrari all’aborto, con gravi preoccupazioni per il rispetto della vita umana nel mondo sanitario, per le libere scelte delle donne, per l’orientamento morale e per la pastorale del matrimonio e delle famiglie. Perciò il tema del Convegno sarà esaminato non solo dai punti di vista costituzionale, legale, professionale ed etico, ma anche – da parte di cardinali, arcivescovo ed arcivescovi – sotto l’aspetto della pastorale della Chiesa cattolica. Numerose comunicazioni libere descriveranno la situazione nei diversi Paesi del mondo ed alcune situazion i personali particolarmente dolorose. (Fides 15/06/2001)