VIETNAM-VATICANO
Vescovi col contagocce per la delegazione vaticana

 

Roma (Fides) – L’OK per tre vescovi, il "no" ad altri tre e un rimando "al futuro" per le relazioni diplomatiche: questo è il bilancio della visita di una delegazione vaticana in Vietnam dall’11 al 17 giugno. Un sacerdote di Saigon ha detto a Fides che "la politica religiosa non è cambiata" e che, al di là di qualche concessione, la libertà "è zero".

La delegazione della S.Sede, partita da Roma l’11 giugno, ha visitato Hanoi, Lang Son e Thai Binh. Il gruppo comprendeva mons. Celestino Migliore, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, e mons. Barnaba Phuong, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Nella capitale, dopo un incontro con il comitato permanente della Conferenza Episcopale vietnamita, essi hanno avuto colloqui con i membri dell’Ufficio governativo per gli Affari Religiosi, guidati dal direttore, on. Le Quang Vinh.

La delegazione vaticana ha fatto diverse richieste di provvista di vescovi, apertura di seminari, ecc. Tali richieste vengono da anni posti all’attenzione del governo vietnamita. Quest’anno l’Ufficio Affari Religiosi ha accettato le seguenti nomine:

·         un vescovo per la diocesi di Bui Chu, nel nord, vacante da 2 anni, dopo la morte di mons. Joseph Mary Vu Duy Nhat;

·         un vescovo ausiliare alla diocesi di Saigon (Ho Chi Minh City); Saigon ha già un vescovo ausiliare, mons. Aloysius Pham Van Nam, molto malato;

·         un vescovo coadiutore per la diocesi di Phan Thiet, il cui ordinario, mons, Nicholas Huynh Van Nghi è 74enne.

Alla delegazione vaticana stavano a cuore altre 3 nomine: un vescovo coadiutore per la diocesi di Hanoi, il cui vescovo, card. Joseph Pham Dinh Tung è 82enne; un vescovo per Hung Hoa, una diocesi del nord-est, vacante dal 1992; un vescovo per Haiphong, vacante da 3 anni. Per queste non si è trovato alcun accordo. Per Hanoi la delegazione vaticana ha proposto da anni il nome del vescovo di Nha Trang, mons. Paul Nguyen Van Hoa, ma ha sempre trovato obiezione dal governo.

Sulle relazioni diplomatiche con la S. Sede, il governo vietnamita si era impegnato almeno 2 anni fa a "studiarne la possibilità". Fonti vietnamite vicine al governo di Hanoi hanno detto a Fides che "in questo momento il governo è troppo impegnato su altri fronti: stabilità, sviluppo, benessere della popolazione. Ci auguriamo che per il futuro si possa fare qualcosa, intanto continuiamo a dialogare".

La visita della delegazione vaticana è rimasta in sospeso per alcuni mesi a causa dei cambiamenti avvenuti al vertice del partito comunista vietnamita. Lo scorso aprile è stato eletto come nuovo segretario generale il riformista Nong Duc Manh. Fra gli osservatori si era diffuso un certo ottimismo per un allargamento delle libertà nella società e verso le religioni. Fonti di Saigon hanno dichiarato a Fides che l’incontro fra le delegazioni è avvenuto "con meno durezze e più sorrisi" delle altre volte, ma "la politica religiosa non è cambiata". Un sacerdote ha dichiarato: "C’è sempre questo stile del dare goccia a goccia, domandando permessi. Il governo concede qualche nomina, ma il resto delle libertà è zero".

La mancanza di libertà religiosa è sentita da cattolici, protestanti e buddisti. Il 17 maggio scorso un sacerdote cattolico, P. Taddeo Nguyen Van Ly, della diocesi di Huê, è stato arrestato con l’accusa di fomentare il disordine nei villaggi. P. Van Ly è da tempo promotore di una campagna per chiedere più libertà per le religioni in Vietnam. Il 1 giugno il venerabile Thich Quang Do, della Chiesa Buddista Unificata, è stato messo agli arresti domiciliari. La polizia di Saigon vuole impedirgli di andare a Quang Ngai, nel nord, dove è tenuto in isolamento il ven. Thich Huyen Quang, capo del Buddismo Unificato. Quest’ultimo è detenuto senza processo fin da 1982 in una piccola pagoda abbandonata. Thich Huyen Quang ha 83 anni ed è affetto da ipertensione, artrite, ulcera. I suoi fedeli vorrebbero portarlo a Saigon per curarlo.

Il 13 e il 14 giugno la delegazione vaticana ha concluso il viaggio con la visita alle diocesi di Lang Son, all’estremo nord del paese, al confine con la Cina e di Thai Binh, sulla foce del Fiume Rosso. A Lang Son, dove da 2 anni vi è un nuovo vescovo, la chiesa sta rinascendo e vi sono perfino congregazioni locali. La Chiesa di Lang Son, circa 5 mila fedeli, è composta per la quasi totalità da tribali. Molti di loro, per partecipare alla messa con la delegazione pontificia, hanno percorso fino a 300 km.

Alla messa a Thai Binh erano presenti oltre 5 mila persone, sotto un sole cocente. In collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, la diocesi di Thai Binh ha varato diversi progetti di sviluppo sociale. (Fides 18/06/2001)