“Tu sei roccia e su questa roccia edificherò la mia Chiesa”

 

Dalla rivista “Rycerz Niepokalanej”, scritta da San Massimiliano Maria Kolbe (7-1-1894 / 14-8-1941), morto nel campo di concentramento di Auschwitz, beatificato da Paolo VI (17-10-1971) e canonizzato da Giovanni Paolo II (10-10-1982):

 

Due o tre mesi fa, nella sala d’attesa di un medico si è svolta un’animata conversazione sulla cattiva situazione sociale, sulla disonestà che imperversa ovunque; si diceva pure che tutto questo potrebbe cambiare se tutti fossero ferventi cattolici; poi si parlò di ciò che ci attende dopo la morte e sul paradiso.

“Ma chi ci arriverà?”, sospirò una signora.

“Chi lo vorrà – risposi io. Si incammineranno verso la dannazione soltanto coloro che avranno voluto assolutamente andarci, poiché è necessario sopportare di più per andare all’inferno che per meritarsi il paradiso; in una parola, ciascuno, in base alla propria libera scelta, ha già in questo mondo un pregustamento del paradiso o dell’inferno. Mi scusi, posso chiederle se è cattolica?”

“Naturalmente, sono cattolica”.

“In questo caso sarà ancor più facile intenderci”.

“E se qualcuno non fosse cattolico? – intervenne un’altra signora. Io, ad esempio, sono ortodossa”.

“Allora dobbiamo chiarire diverse altre cose. Tutti gli uomini sono fratelli tra loro, per di più gli ortodossi venerano lo stesso Cristo Signore che veneriamo noi. Tuttavia non sarebbe possibile affermare che la religione ortodossa sia anche una religione fondata da Cristo”.

“E perché?”

“La verità, in effetti, è soltanto una, il ‘sì’ e il ‘no’ non possono essere veri contemporaneamente. Ebbene, noi affermiamo che il santo Padre è il capo visibile della Chiesa di Cristo, mentre gli ortodossi lo negano. Non è possibile che ambedue le proposizioni siano vere”.

“Esatto”.

“Ebbene, Cristo sapeva che sarebbero avvenuti vari scismi, perciò ha dato una norma chiara, seguendo la quale noi possiamo riconoscere la sua Chiesa. Rivolgendosi, infatti, a s. Pietro Egli disse: ‘Tu sei roccia e su questa roccia edificherò la mia Chiesa’ [Mt 16, 18]. La sua Chiesa, perciò, è quella che ha il proprio fondamento su tale roccia, mentre i successori di s. Pietro non sono gli zar di Russia, ma i papi”.

M.K. (Massimiliano Kolbe)

(Op. cit., VII, 1926, p. 195-196 apud “Gli scritti di Massimiliano Kolbe, eroe di Oswiecim e Beato della Chiesa”, Edizioni Città di Vita, Firenze, 1978, vol. III, p. 290-291)