Il
Messaggero, 3 Luglio 2001
I
vescovi denunciano: in Italia eclissi del senso morale
ROMA - In
Italia è in atto una «eclissi del senso morale» per cui è difficile persino
parlare di bene e di male, c'è una «scarsa trasmissione della memoria storica»
e si diffondono «miti e idolatrie». I vescovi vedono però anche segni di
speranza come «l'anelito alla trascendenza», «meno ambiguo del risveglio
religioso».
L'analisi di
come la Conferenza episcopale italiana vede l'Italia - contenuta nelle oltre 40
pagine degli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio, approvati dalla
assemblea generale dei vescovi italiani lo scorso maggio - è stata pubblicata
ieri, alla vigilia della visita in Vaticano del neopremier Silvio Berlusconi.
«Coincidenza del tutto fortuita», dicono in Vaticano.
Alla fine del
secondo millennio cristiano, rilevano i vescovi italiani, è avvenuta «una vera
e propria eclissi del senso morale». «Con questo non vogliamo né possiamo dire
che la gente sia più cattiva di un tempo: piuttosto è diventato difficile
persino parlare dell'idea del bene, come di quella del male, senza suscitare
non tanto reazioni, quanto molto più semplicemente una forte incomprensione».
Finite le ideologie, ci troviamo di fronte oggi a «forme di relativismo e di
indifferenza diffusa».
E, rimarcano i
vescovi, «assistiamo a un vero e proprio smarrimento, nel contesto di una
società multimediale che tende a stordire con il vorticoso susseguirsi di
immagini e informazioni». Di fronte alla grande mole di informazioni e notizie
«senza uno sguardo contemplativo, diventa difficile interiorizzare gli eventi,
la storia in cui viviamo, fino a discernervi un senso e farla nostra». E a questa
«scissione interiore», è legata «la scarsa trasmissione della memoria storica».
Gli
Orientamenti pastorali riaffermano la convinzione della Chiesa che i mezzi di
comunicazione di massa non siano «considerati soltanto in termini economici o
di potere, ma restino e si sviluppino nel quadro dei beni di primaria
importanza per il futuro dell'umanita».