La
Stampa, 12 settembre 2001
L'indignazione
de "L'Osservatore romano"
Allarme rosso anche in Vaticano dopo l'attacco
terrorista agli Stati Uniti. È infatti in corso una riunione operativa dei
responsabili della sicurezza, tra cui l'ispettore generale, Camillo Cibin.
L'aria pesante è quella del 13 maggio 1981, quando Ali
Agca, terrorista turco dei Lupi Grigi, sparò a Giovanni Paolo II. Dopo
l'attacco agli Stati Uniti, sono già state attivate le misure di sicurezza per
difendere la città simbolo della cristianità nel mondo. Lo staff addetto alla
protezione del Pontefice si è riunito in serata, mentre appena al di fuori
della mura leonine sono già aumentati i pattugliamenti e rafforzati i controlli
nelle strade che portano a San Pietro, compresa via della Conciliazione.
Più uomini delle forze dell'ordine anche di fronte alla
porta di Sant'Anna, sotto il colonnato che cinge la Basilica e in piazza
Risorgimento, fino ai Musei vaticani, mentre l'intera zona è insolitamente
deserta. Da domani controlli rigidi anche per varcare i confini della Città del
Vaticano saranno effettuati dagli uomini del corpo delle Guardie Svizzere,
mentre i vertici della Santa Sede seguono con apprensione lo sviluppo del drammatico
attentato. Particolari misure sarebbero adottate anche nei confronti della
persona del Pontefice da parte della sicurezza vaticana.
«La follia del terrore». È questo il titolo a tutta
pagina dell'Osservatore romano, che paragona la «criminale sequenza di attacchi
terroristici contro gli Stati Uniti d'America» all'attacco giapponese di Pearl
Harbour nel 1941. «La follia del terrore -si legge nel sommario del resoconto
di quanto avvenuto oggi negli Usa sul quotidiano della Santa Sede- ha colpito
oggi gli Stati Uniti. Il disastro aereo riaccende nella memoria
quello di Pearl Harbour. Un'ora di
follia sembra essersi impossessata del mondo. Orrore, sgomento, angoscia
attanagliano l'intera comunità internazionale. Mani diaboliche -aggiunge l'Osservatore-
stanno perseguendo crimini mostruosi che fanno sprofondare l'umanità in un
immaginabile clima di guerra».
Il Papa segue attentamente l'evolversi della situazione
dopo gli attentati terroristici che hanno colpito gli Stati Uniti ed esprime
«viva condanna per questa violenza che nulla costruisce». Lo ha detto il
portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Il Papa, si legge in una nota del
direttore della sala stampa vaticana, «è stato informato costantemente del
succedersi di questa enorme tragedia. Dal primo momento ha rivolto la sua
preghiera a Dio perchè dia riposo eterno alle numerose vittime e conforto alle
loro famiglie. Immediatamente -ha aggiunto- ha voluto inviare un messaggio al
presidente degli Stati Uniti per esprimere la sua vicinanza e quella di tutta
la Chiesa a lui e al popolo americano in questi momenti di sofferenza e di
prova».
Ecco il testo: «Colpito dall'indicibile orrore degli
attacchi terroristici di oggi contro persone innocenti in diversi luoghi degli
Usa, vorrei esprimere a lei e ai suoi concittadini la mia profonda
partecipazione e la mia costernazione nella preghiera per la nazione in questo
momento buio e tragico». Giovanni Paolo II ha poi assicurato una preghiera
particolare anche per «coloro che sono impegnati nello sforzo dei soccorsi».
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