Misna

 

NIGERIA, 8 OTT 2001 (13:22)

 

Kaduna: chiese bruciate, governo ridimensiona bilancio

 

Reparti dell’esercito e nuclei antisommossa della polizia pattugliano da venerdì scorso le strade di Kaduna, capitale dello Stato omonimo della Nigeria settentrionale (circa 250 chilometri a nord di Abuja). Nonostante il servizio di controllo, però, sabato tre chiese cristiane sarebbero state bruciate da estremisti islamici. Lo hanno riferito ieri fonti di stampa locali, precisando che anche numerosi negozi di cittadini cristiani sarebbero stati dati alle fiamme. Le autorità governative, comunque, confermano che solo un luogo di culto cristiano sarebbe stato distrutto da ignoti in circostanze ancora misteriose. Non vi sono al momento conferme da fonti indipendenti. Nello scorso febbraio, il parlamento di Kaduna ha introdotto in forma parziale la sharía (legge islamica), che viene applicata solo dai tribunali di prima istanza, mentre quelli competenti per i reati più gravi continuano ad utilizzare il codice civile e penale in vigore. Nel febbraio e nel maggio 2000, l’annuncio che sarebbe stata approvata la sharìa aveva provocato violenti scontri, con un bilancio di almeno 1.300 morti. Attualmente, la legge islamica in Nigeria è in vigore anche negli Stati di Borno, Jigawa, Katsina, Kano, Niger, Sokoto, Yobo e Zamfara. Il codice islamico prevede, tra l’altro, la separazione tra uomini e donne che non siano coniugati o familiari stretti, severe punizioni corporali per i reati di adulterio, prostituzione e furto. Per quest’ultimo crimine è prevista l’amputazione delle mani. (GM)