Comunicato Stampa
La battaglia di Lepanto, di cui è ricorso il 7 ottobre il 430ª anniversario, è stata commemorata il 10 ottobre a Roma un incontro svoltosi nei saloni del Palazzo della Cancelleria alla presenza di oltre cinquecento persone e di un nutrito gruppo di personalità del mondo ecclesiastico e civile. L'iniziativa è stata promossa dal Centro Culturale Lepanto, associazione civico-culturale nota in Italia all'estero per le sue campagne pubbliche su temi di attualità. Nel corso della riunione hanno parlato il professor Roberto de Mattei, docente di storia moderna e presidente del Centro Culturale Lepanto, e padre Massimiliano Zangheratti, docente di teologia morale e segretario generale dei Francescani dell'Immacolata.
Il professor
de Mattei ha affermato che il nome di Lepanto evoca una categoria perenne dello
spirito umano: è la disposizione d'animo di chi è pronto a sacrificare i beni
terreni, anche la vita, di fronte a beni più alti, quali la giustizia, la
verità, la gloria della Chiesa, l'avvenire della nostra civiltà. In questo
senso, ha continuato il professor de Mattei, il vero nemico che occorre
combattere è l'attitudine mentale pacifista e relativista diffusa soprattutto
negli ambienti cattolici. La Chiesa non ha mai professato il pacifismo. Chi
professa il pacifismo ad oltranza e il rifiuto della guerra, anche di una
guerra giusta, dimentica che esistono mali più profondi di quelli fisici e
materiali, e confonde le conseguenze rovinose della guerra sul piano fisico con
le sue cause, che sono morali e risalgono alla violazione dell'ordine naturale
cristiano.
Anche il padre
Massimiliano Zangheratti ha criticato il relativismo e l'edonismo diffusi nella
nostra società, ribadendo il primato della metafisica e della morale sulla
politica e sull'economia. Egli ha quindi ricordato l'importanza dell'arma del
rosario a cui il Papa San Pio V attribuì la vittoria di Lepanto, istituendo,
per il 7 ottobre la festa della Madonna del Rosario. Il padre Zangheratti ha
delineato i fondamenti teologici di questa devozione, proponendola come la
salvezza dell'Occidente in queste ore drammatiche e associando la vittoria di
Lepanto alla promessa della Madonna di Fatima, il cui messaggio prevede il
trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.
Nelle prime
file, accanto ai cardinali Stickler, Mayer, Antonetti e Poggi, sedevano i
rappresentanti dell'ordine di Malta e dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio,
il principe imperiale del Brasile, Dom Luis de Orléans e Braganza, alcuni
ministri e ambasciatori, e 40 aristocratici italiani discendenti dalle famiglie
che combatterono a Lepanto: Colonna, Orsini, Massimo, Ruspoli, Sforza Cesarini,
Imperiali, Carafa, Loredan. Sul palco troneggiavano quattro drappelle che
avevano sventolato a Lepanto, di proprietà del conte Orazio Zanardi-Landi di
Piacenza.
Al termine
della riunione il marchese Luigi Coda Nunziante, che ha aperto il convegno
lavori, ha letto all'assemblea un messaggio di Pio XII al Congresso americano
in occasione dell'anniversario di Lepanto, il 7 ottobre 1947, ricordando come
l'attacco americano all'Afghanistan sia iniziato in coincidenza con
l'anniversario della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.