Il Messaggero, Lunedì 15 Ottobre 2001 

 

Giovanni Paolo II: «Si levi un rosario per la pace»

 

Il Pontefice per tre volte nel suo discorso all’Angelus ha fatto riferimento

alla situazione internazionale

 

di ORAZIO PETROSILLO

 

CITTA’ DEL VATICANO - E’ come chi ha un grande peso sul cuore «in quest’ora di gravi preoccupazioni» e non sa come tirarlo fuori in maniera compiuta. E’ come chi ha un’angoscia e sa che non può manifestarla compiutamente. E’ come chi vede la complessità di una tragica questione e si rende conto che verrebbe frainteso o non capito qualunque cosa dicesse. E alla fine, si è limitato ad esternare le sue preoccupazioni per una pace lontana senza ulteriori precisazioni, dando per scontato che tutti capiscano a cosa alluda, ed indicando, come unica via d’uscita, la soluzione della preghiera. Ecco, questa è stata l’impressione che ha dato ieri il Papa all’Angelus, nel suo 15.mo intervento dopo l’11 settembre. Ha rinnovato il suo invito a pregare per la pace, senza fare commenti sulle incursioni americane, tra la necessaria risposta al terrorismo e la logica delle armi e della violenza che trascinano nella tragedia tanti innocenti. Per tre volte, nel suo breve discorso, Giovanni Paolo II si è riferito alla «situazione internazionale» senza neanche parlare, come fece lunedì scorso all’indomani della prima notte di bombardamenti, di «angustia e preoccupazione». Ha riproposto, come unico mezzo per ottenere la pace, la preghiera del rosario, in questo mese di ottobre dedicato alla Madonna del Rosario e a questa pratica di devozione, cui il papa san Pio V dette enorme importanza dopo la vittoria della flotta cristiana contro quella turca a Lepanto il 17 ottobre 1571.

«Domenica scorsa - ha esordito il Pontefice dalla finestra del suo studio - abbiamo celebrato la festa della Madonna del santo Rosario. Tutto il mese di Ottobre è particolarmente dedicato a questa bella preghiera, carissima al popolo cristiano. A motivo dell’attuale situazione internazionale, ho invitato le persone e le comunità a recitare il Rosario per la pace».

Come il rosario fermò i turchi mezzo millennio fa, così potrà fermare il terrorismo islamico e la guerra che si profila. Tutti i cattolici praticanti sono sollecitati dal Pontefice: «Si levi nella Chiesa un’insistente invocazione per la pace con la preghiera del Rosario, in forma sia individuale che comunitaria, tenendo fisso lo sguardo su Gesù Cristo, nostra Pace». Il Pontefice ha ricordato il Sinodo in corso chiedendo di pregare per i vescovi e per tutti i missionari del Vangelo implorando per loro «la forza di essere costruttori di giustizia e di pace». «Per tale pace - ha aggiunto - si sta pregando in tutto il mondo in quest’ora carica di gravi preoccupazioni». In una intervista al quotidiano cattolico francese "La Croix", il «ministro degli esteri» della Santa Sede, Jean-Louis Tauran, ha in sostanza giustificato l’intervento americano «nella misura in cui colpisca obiettivi precisi e a condizione che risparmi la vita degli innocenti», ma ha detto di «temere la logica della violenza».

Il Papa ha poi invitato alla grande celebrazione delle famiglie indetta dalla Chiesa italiana per sabato e domenica in piazza San Pietro e il cui momento culminante sarà la prima beatificazione di una coppia di coniugi, Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi che vissero circa 50 anni a Roma nella prima metà del ’900.