da
Roma
Osservatore,
il giornale vaticano lo è fin della testata, ce l’ha nel Dna. E, anche
stavolta, ha osservato con attenzione la marcia della pace di Assisi, di cui
già aveva criticato le premesse, traendone delle conclusioni durissime nei
confronti di chi ha strumentalizzato la marcia.
“La
marcia – scrive l’Osservatore Romano
– per essere pacifica è stata pacifica, ma – come annunciato – le contestazioni
di stampo politico di pochi hanno finito per prevalere sulla volontà della
maggioranza di non cedere alle strumentalizzazioni”. L’ “inquinamento”
riscontrato nella marcia dal quotidiano vaticano porta a conclusioni che
lasciano poco spazio alla buona fede di molti dei partecipanti: “Nonostante le
buone intenzioni, la marcia ha finito per essere monopolizzata dai politici e
dai contestatori. Le divisioni interne al centrosinistra, nell’Ulivo in
particolare, hanno avuto un riflesso fastidioso nel variopinto corteo, monopolizzando
l’attenzione”. E così la pace, “quella che tutti dicevano di difendere o di
invocare”, è finita in secondo piano: “È sembrata più un pretesto per
dichiararsi ‘diversi da’ o per rifarsi un vestito pulito dopo gli scempi di
qualche mese fa a Genova”.