SUDAN
Middle East Concern: torturato musulmano convertito al cristianesimo
Khartoum (Fides)- Secondo l’organizzazione Middle East Concern (MEC), un musulmano convertito al cristianesimo è stato torturato dalla polizia sudanese. Mohamed Saeed Mohamed si è convertito al cristianesimo nel dicembre scorso mentre era in India a studiare economia. I familiari, avvisati da alcuni suoi conoscenti, gli hanno ordinato di tornare in Sudan, minacciandolo di rinnegarlo e di diseredarlo. Poiché Saeed dipende per il suo soggiorno in India dai finanziamenti familiari, egli è stato costretto a obbedire e rientrare in Sudan nel luglio scorso.
Appena arrivato a Khartoum i familiari gli hanno preso il biglietto di ritorno e il passaporto. Essi lo hanno anche minacciato di consegnarlo alla polizia se non fosse ritornato alla fede islamica. Ma Saeed ha continuato a partecipare a messe e altre riunioni con cristiani. A metà settembre lo zio che guida l’opposizione della famiglia alla sua conversione, ha minacciato di ucciderlo se non avesse rinunciato a incontrarsi con i cristiani. Saeed decide quindi di lasciare la propria abitazione e di andare a vivere a casa di un amico.
Il 22 settembre dopo aver incontrato un prete locale, Saeed viene arrestato dalla polizia e trattenuto da mezzogiorno fino alle 4 del mattino del giorno dopo. Durante la detenzione, i poliziotti lo torturano: gli strappano tre unghie e lo costringono a sedere sopra una bottiglia fino a quando non ha cominciato a sanguinare. Inoltre egli aggiunge che essi "gli hanno dato fuoco al petto", riferendosi probabilmente alla pratica di mettere un sacco con pepe bollente sopra la testa del torturato, una pratica usato spesso dalle forze di sicurezza sudanesi. Durante l’interrogatorio la polizia lo accusa di essere un agente dell’Esercito di Liberazione del Sud Sudan (Sudan People Liberation Army-SPLA, il maggior gruppo armato di opposizione a Khartoum). Le autorità sudanesi lo costringono poi a firmare una dichiarazione a non partecipare a incontri con i cristiani e a non impegnarsi con movimenti di opposizione.
Alle 4 del mattino del 23 settembre, Saeed viene affidato alla famiglia. Da allora egli vive presso la casa dei genitori, potendo uscire solo per un’ora al giorno, accompagnato da un familiare.
MEC fa suo l’appello di Saeed che chiede all’opinione pubblica internazionale di protestare presso le autorità sudanesi.
Fonti locali riportano la scomparsa da Khartoum di altri due convertiti, Alladin Omer Ajjabna e Nasir Hassan. Alladin Ajjabna era stato arrestato e torturato in giugno e tenuto in isolamento per 3 mesi. Prima della sua scomparsa egli aveva confidato ai suoi amici di aver ricevuto invito di convocazione dalla polizia di sicurezza per un confronto con l’individuo che lo accusa di apostasia. (Fides 17/10/2001)