Misna (Missionary Service News Agency)

 

CHINA, 25 OTT 2001 (13:45)

 

FREDDA REPLICA PECHINO AL PAPA: "ROMPA CON TAIWAN E FERMI INGERENZE RELIGIOSE" 

 

Sono a dir poco caute le prime reazioni ufficiali della Cina alle parole con cui il Papa ha auspicato ieri la regolarizzazione dei rapporti fra Pechino e la Santa Sede. Un portavoce governativo ha detto che il documento è ancora allo studio e che comunque la Cina è pronta a dare impulso alle relazioni con il Vaticano soltanto se verranno rispettate alcune condizioni. Si tratta di richieste note da tempo e ben difficilmente accettabili. Innanzitutto Pechino pretende la rottura dei rapporti diplomatici con Taiwan, che essa considera una propria provincia, e poi rifiuta “ingerenze nei propri affari interni”. In questa ampia categoria rientrano le questioni di tipo religioso e la Cina considera ingerenza anche il fatto che sul proprio territorio esista una struttura ecclesiastica fedele all’autorità del Pontefice e costretta alla clandestinità dalle persecuzioni del regime. Evidentemente, la Santa Sede non potrà mai riconoscere come legittimo il potere che il governo si è arrogato di nominare la gerarchia locale della Chiesa cattolica. Insomma, malgrado la mano che Giovanni Paolo II ha teso ieri, chiedendo anche scusa per gli errori che i cattolici possono avere commesso in Cina nel corso della storia, una vera svolta non sembra imminente. (PS)