CINA, 25 OTT 2001
(0:37)
Il governo cinese è tornato a vietare l’accesso ad alcuni siti web dopo che, durante il recente summit dell’Apec svoltosi a Shangai, erano stati temporaneamente riattivati. Per diverso tempo, infatti, i siti Internet di alcuni gruppi editoriali stranieri, tra cui Cnn, Bbc, Reuters e il Washington Post, erano stati sottoposti a censura totale da Pechino. Improvvisamente lo scorso fine settimana, durante il vertice della Cooperazione dei Paesi di Asia e Pacifico – una delle più grandi riunioni di leader stranieri in territorio cinese da alcuni decenni a questa parte – quei siti erano stati "sbloccati", divenendo leggibili per tutti. Ma lunedì mattina, quando il presidente statunitense George W. Bush ed altri ospiti avevano già lasciato il Paese asiatico, le autorità hanno ripristinato il black-out telematico. Stando a fonti giornalistiche, sono oltre 26 milioni i "navigatori" del web nella Repubblica popolare cinese. Il 20 per cento non possiede un computer ed utilizza gli Internet café, locali sui quali le autorità cinesi esercitano severi controlli. Nei mesi scorsi sono finiti in arresto alcuni creatori di siti web attraverso i quali veniva espresso il dissenso nei confronti del governo. (LM)