HONG KONG /CINA
Un vescovo difende i diritti di istruzione dei bambini
Hong Kong (Fides)
– Mons. Joseph Zen, vescovo coadiutore di Hong Kong, ha mobilitato le scuole cattoliche di Hong Kong in difesa del diritto all’istruzione per circa 170 ragazzi, di età fra i 3 e i 15 anni, che aspettano il risultato della loro domanda di asilo nell’ex colonia. Il governo di Hong Kong ha permesso ai bambini di restare sul suo territorio mentre le loro domande vengono esaminate, ma nel contempo ha negato loro la possibilità di ricevere un’istruzione."Non capisco perché questi bambini non possono andare a scuola, finché sono qui si deve permettere loro di frequentarla", ha detto a Fides il vescovo. All’inizio di dicembre mons. Zen ha scritto una lettera alle 322 scuole cattoliche di Hong Kong, fra asili, scuole elementari e medie, chiedendo loro di accogliere i ragazzi e offrire loro adeguati servizi di istruzione.
Il vescovo ha detto che farà visita al Capo Esecutivo del Governo portando con sé alcuni bambini , se necessario, perché il mondo sappia che Hong Kong è un luogo di carità e giustizia. Alcuni bambini vivono a Hong Kong da anni, sono figli di immigrati illegalmente dalla Cina durante la Rivoluzione Culturale, ma sono nati a Hong Kong. Secondo il governo, eliminare il divieto sull’istruzione di questi bambini potrebbe far intendere che Hong Kong ha cambiato la sua politica sull’immigrazione, e non è così.
Dato che ammettere i bambini a scuola viola le norme sull’istruzione, mons. Zen ha detto che se il governo insisterà nella sua posizione. la chiesa, in ultima analisi, ricorrerà alla disobbedienza civile. "E’ responsabilità del governo – ha spiegato il vescovo – garantire ai ragazzi un’educazione adeguata".
Alice Woo Lo-ming, delegata dell’Ufficio diocesano per l’educazione, ha informato che sei scuole hanno accolto l’invito del vescovo. I ragazzi saranno esenti dal pagamento della retta e delle altre spese per gli studi.
Una scuola media cattolica, gestita da una congregazione religiosa, ha reso noto che non ammetterà i bambini "illegali". Secondo la suora responsabile della scuola, l’appello viene dal buon cuore del vescovo, ma le scuole devono osservare le leggi, ed è dunque difficile soddisfare l’invito.
Il Segretario per la Giustizia di Hong Kong, sig.ra Elsie Leung Oi-sie, ha affermato che formare classi ufficiali per i ragazzi è impossibile, ma ha apprezzato le organizzazioni di volontariato che si offrono di dare lezioni. Il Segretario non ha voluto commentare le conseguenze legali che subiranno le scuole che violano gli ordini del governo e ammettono i ragazzi, perché il Dipartimento di Giustizia non ha ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale.
Le organizzazioni a difesa di diritti dell’infanzia e gli insegnanti hanno accolto con favore la decisione del vescovo, applaudendo al suo gesto che fa il bene dei bambini.
Intanto la Commissione di Hong Kong per i Diritti dell’infanzia ha lanciato una campagna di firme in 500 scuole medie, chiedendo che ai bambini sia garantito il diritto di istruzione, a prescindere dallo status e dalla storia personale. Le firme raccolte saranno inviate al Governo di Hong Kong e alla Commissione Onu per i diritti dell’infanzia. La Commissione Onu ha reso noto che dedicherà un’udienza, in data ancora da stabilire, su come Hong Kong mette in atto la Convezione Onu sui Diritti dell’Infanzia, che Hong Kong ha firmato e ratificato. (Fides 17/12/2001)