INDONESIA
Al via i colloqui di pace per fermare il conflitto in Sulawesi

Jakarta (Fides) – A Sulawesi è l’ora della pace. Cominciano domani 18 dicembre a Malino, località montuosa del distretto di Gowa, 70 km a Sud di Makassar, capitale della provincia di Sud Sulawesi, i negoziati fra le fazioni (protestante e musulmana) in lotta a Poso. Ai colloqui, che dureranno fino al 21 dicembre, partecipano come osservatori due rappresentanti cattolici: mons. John Liku Ada’, arcivescovo di Makassar, e mons. Joseph Suwatan, vescovo di Manado, capitale del nord Sulawesi. Il Ministero delle Politiche sociali, guidato da H. Jusuf Kalla, imprenditore di Makassar, ha organizzato e condurrà la mediazione, insieme con il governatore di Sud Sulawesi Z.B. Palaguna e il comandante delle forze armate di Sulawesi, gen. Yahya.

"La Conferenza Episcopale ha sperato fortemente che i nostri rappresentanti nella regione potessero partecipare ai colloqui" spiega a Fides p. Nataseputra, Segretario generale e portavoce dei vescovi indonesiani. "L’ufficio del Ministro ci ha concesso di inviare due osservatori attivi. Abbiamo scelto due vescovi della zona, che potranno esporre il loro punto di vista e contribuire al processo di pace".

Mons. Suwatan, appena ricevuto l’incarico dal card. Julius Darmaatmadja, presidente della Conferenza Episcopale, ha dichiarato a Fides: "Sono pronto ad andare a Malino per far presenti le aspirazioni della nostra comunità e della gente, che desidera la fine di questo conflitto. Spero con forza che il processo di pace produca risultati fruttuosi e che la violenza non scoppi di nuovo".

Mons. Suwatan informa Fides che i negoziati andranno avanti gradualmente. Prima di mettere di fronte le due fazioni, i delegati del governo locale e centrale, incontreranno rappresentanti e osservatori di associazioni cattoliche, protestanti e musulmane, organizzazioni non governative, e altri enti. "Gli incontri preliminari serviranno a conoscere i diversi punti di vista che i gruppi hanno sul problema". Poi i gruppi saranno convocati allo stesso tavolo.

Secondo l’ufficio del Ministro Kalla, le scelte che si prospettano sono tre: lasciare che la violenza continui senza alcun intervento del governo; permettere alle forze armate di affrontare il problema con procedure militari; dare alle fazioni in lotta l’opportunità di colloqui e raggiungere una soluzione pacifica. Dopo una prima serie di colloqui preliminari, un assistente del Ministro ha detto: "Tutte le parti dichiarano di desiderare una coesistenza pacifica".

"Parteciperò ai colloqui preliminari come osservatore del Centro di Crisi di Poso" dice a Fides p. Jimmy Tumbelaka, novello prete diocesano che si è molto impegnato nell’assistenza ai rifugiati cristiani, giunti nella sua parrocchia di Tentena, città a sud di Poso. Una fonte di Fides a Tentena, che preferisce l’anonimato, si è lamentata per il comportamento violento delle forze dell’ordine arrivate nella zona.

Intanto a Jakarta gen. A.M. Hendropriyono, capo dell’intelligence indonesiana, ha sostenuto l’ipotesi che fra i provocatori di Poso vi sono terroristi legati alla rete internazionale di Al-Qaeda. Le sue parole sono state fortemente criticate dai parlamentari musulmani. (Fides 17/12/2001)