Avvenire, 2 Gennaio 2002

L'inizio d'anno nell'arcipelago indonesiano è stato segnato dalle violenze anti-cristiane

Bombe in 4 chiese a Sulawesi

Attentatore muore a Giacarta

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GIACARTA. (R.E.) Quattro esplosioni - tre delle quali in contemporanea, in prossimità dell'inizio del nuovo anno - hanno devastato altrettante chiese a Palu, nell'isola di Sulawesi, una delle più importanti dell'arcipelago indonesiano, che negli ultimi tre anni è stata segnata da violenti scontri tra la comunità musulmana e quella cattolica. Poche ore prima, un uomo era rimasto ucciso da una bomba, che probabilmente stava cercando di lanciare dinanzi a un ristorante di Giacarta.

Le forze dell'ordine ritengono che gli episodi a Sulawesi non siano collegati al probabile tentativo di attentato nel centro della capitale, ma di fatto gli incidenti hanno interrotto la relativa calma che aveva accompagnato le festività religiose riportando ad un alto livello la tensione soprattutto nell'isola a 1.660 chilometri a nord-est di Giacarta.

Il portavoce della polizia di Sulawesi, Agus Sugiyanto, ha spiegato che le tre esplosioni hanno provocato seri danni alle porte e mandato in frantumi i vetri delle chiese. In uno degli edifici sacri, in particolare, si trovano in preghiera almeno 2000 fedeli: l'esplosione è avvenuta poco dopo lo scoccare della mezzanotte. Probabilmente l'ordigno era stato collocato in prossimità della porta, ma ha provocato solo danni senza ferire alcuno dei presenti.

Un quarto ordigno è invece esploso nella mattinata di ieri, davanti ad un altro edificio sacro della capitale Palu. la bomba era stata nascosta in una borsa che è stata abbandonata davanti alla chiesa: un poliziotto, accorso dopo la segnalazione del contenitore sospetto, è rimasto gravemente ferito dall'esplosione.

"Questa mattina - ha spiegato ieri il portavoce Sugiyanto - una guardia in servizio davanti alla chiesa è stata insospettita da una borsa abbandonata in una fioriera: l'agente si è avvicinato e nel tentativo di rimuovere il sacchetto è stato investito dall'esplosione.

Gli attentati di Palu sono avvenuti a meno di due settimane dagli accordi di pace siglati tra i rappresentanti delle comunità cristiane e musulmane nell'area di Poso, una città a 90 chilometri da Palu dove almeno mille persone sono morte negli ultimi tre anni negli scontri interreligiosi.

Anche ieri comunque i leader cristiani di Sulawesi hanno chiesto ai propri seguaci di mantenere la calma, attribuendo gli attacchi probabilmente a una lotta intestina all'interno delle formazioni estremistiche islamiche; il portavoce del Centro cristiano per la crisi, Widiyanto Suparmar, non ha comunque nascosto la "profonda valenza religiosa" degli atti.