SUDAN
Appello di mons. Mazzolari per soccorrere i profughi nell’Aweil

Rumbek (Fides)- "La situazione è disastrosa. Più di 7mila famiglie rischiano di morire di fame e di sete nella contea di Aweil" È il pressante appello lanciato in un’intervista a Fides da mons. Cesare Mazzolari, vescovo di Rumbek (sud Sudan). Il vescovo, missionario comboniano, aggiunge: "Molte famiglie sono formate da un madre giovanissima e da uno o due figli. Provengono dalla zona di Raga e da alcune aree del nord, da dove sono fuggiti per evitare di essere rapiti e ridotti in schiavitù. Le necessità più urgenti sono acqua, cibo e indumenti. Per il momento queste persone si cibano solo di foglie; per avere un po’ d’acqua devono camminare per 2 ore".

Attualmente, più di 7600 di questi sfollati vivono nei campi di Marial Bai, Chelkou, Nyamlell, Makuei, Akuem, Gok Machar e Marol Deng Geng. Nell’area vivono anche le persone rilasciate dopo aver subito rapimenti dalle zone più settentrionali di Mabior, Arial, Weweil, Bahr el Arab e lungo la ferrovia dove le forze governative e le milizie arabe (Murahiliin) conducono incursioni contro i civili. Le persone rilasciate sono accampate a Adhol e Pith

Il Vescovo di Rumbek si rivolge in particolare all’Unicef perché scavi pozzi per fornire acqua ai profughi della zona. "L’Unicef ha già un progetto per costruire pozzi nella zone in campi di raccolta dei bambini soldato. Ho chiesto che ne vengano costruiti anche per le scuole gestite dalla Chiesa, dove si ammassano anche i profughi. Queste scuole hanno l’obiettivo di reinserire i ragazzi nel loro ambiente, insegnando loro la lingua locale e l’inglese. Quando sono stati strappati dalle loro famiglie per combattere con le truppe governative, sono stati inviati al nord per imparare l’arabo. Ora che sono di nuovo nel loro ambiente devono riprendere contatto con la loro cultura".

Secondo mons. Mazzolari, l’intervento dell’Unicef è urgente perché nuovi sfollati stanno arrivando nella regione del nord Bahr-el-Ghazal, provenienti da Raga (Bahr-el-Ghazal occidentale). Da ottobre, questa zona è teatro di intensi combattimenti, quando le truppe governative hanno strappato al controllo del Southern People Liberation Army (SPLA) la strategica città di Raga. A seguito della cattura della città l’esercito ha lanciato un’ampia offensiva contro le forze ribelli. Il prelato dice a Fides di essere fiducioso su una risposta positiva dell’organismo Onu, ma è necessario accelerare i tempi: "I lavori inizieranno tra 2 settimane. Ma nel frattempo quante persone moriranno di sete?"

Il consiglio di mons. Mazzolari è di costruire pozzi nelle aree di Gordhim, Madhol, Warawar, Yargot, Tieraliet Ameth e Malwal Bai, nel Aweil est, e di Marial Bai e Nyamlell, nel Aweil occidentale.

La diocesi di Rumbek sostiene da tempo scuole dei Comboniani per i bambini nella zona di Bahr-el-Ghazal settentrionale, che confina con le aride regioni del sud Darfur e del Kordofan meridionale, spesso colpite dalla siccità. La stagione secca, che dura da novembre a maggio, è ideale per le operazioni militari di ampia portata e per le incursioni delle milizie filo-governative contro la popolazione civile. (Fides 10/1/2002)