Avvenire, 10 Gennaio 2002
"La contemplazione eucaristica entra nella vita di tutti noi in maniera del tutto misteriosa"
Donne che lavorano la storia
Scaraffia: queste preghiere pesano sul destino del mondo
Marina Corradi
Cent'anni di silenzio, cent'anni di contemplazione ininterrotta dell'Eucarestia. L'anniversario celebrato dalle carmelitane di Santa Teresa in un convento nel cuore di Firenze, è qualcosa che immediatamente meraviglia. Cent'anni: mentre nascevano i nostri padri, mentre morivano e nascevamo noi, mentre il mondo scoppiava in due guerre, lì, in una cappella, non si smetteva mai di adorare l'ostia consacrata. Come sentinelle, le suore, prima novizie, poi coi capelli bianchi, si sono alternate nella notte e di giorno. Cent'anni davanti a Cristo, senza una sola parola.
"E' una storia bellissima", è il primo commento, quasi commosso, della storica Lucetta Scaraffia. "Gli elementi che più mi colpiscono sono il non smettere mai, e lo stare in silenzio. Quasi che, mentre attorno la vita scorreva con tutti i suoi eventi, nel convento quelle suore avessero realizzato un ancoraggio con l'eternità. Come se fossero riuscite, dalla loro piccola cappella, a superare il cerchio chiuso della storia".
La storia, intanto, premeva forte alle porte. Una guerra, il fascismo, poi un'altra guerra più feroce ancora. "Superare" il tempo, come lei dice, non è contraddittorio con il volere essere, i cristiani, "dentro" la storia?
"Non lo trovo contraddittorio. Il cristianesimo offre da sempre la possibilità dell'azione, o della trascendenza. Alla mentalità contemporanea è certo più comprensibile la vita attiva, la carità intesa come servizio materiale al prossimo. Ma la contemplazione eucaristica è qualcosa che rientra dentro la storia, anche se in modi misteriosi. Non sappiamo cosa può essere cambiato, grazie a quelle ore di preghiera silenziosa. Forse, ciò che è cambiato è molto più di quanto noi possiamo immaginare. Forse la presenza costante di una persona in preghiera, notte e giorno in quella cappella, ha salvato qualcuno. Come si legge ne "L'ultimo dei giusti" di André Schwarz- Bart, il mondo non può finire finché vivono sette giusti. E lo stesso tema della narrazione biblica, quando Abramo tratta con Dio, opponendo l 'esistenza di un piccolo numero di giusti alla distruzione di Sodoma".
Il silenzio di questi cent'anni colpisce, in un mondo dominato dal rumore.
"La contemplazione stessa non è nemmeno preghiera nel senso di "parola": è contatto, è stare lì, "davanti". E' la cosa in assoluto più difficile: stare senza fare nulla, lasciando che Dio faccia, lasciandosi riempire da Dio. Ed è quanto di più contraddittorio ci sia con la mentalità di oggi: facciamo di tutto per distrarci, per allontanarci dal contatto con Dio".
Il convento delle sorelle di Maria Teresa della Croce è a pochi passi dalla stazione di Firenze, zona che fu pesantemente bombardata, e poi sfollata per ordine del comando tedesco. Le carmelitane scesero in un rifugio sotterraneo, e non interruppero l'adorazione. Come le avrebbe giudicato il "mondo" che convulsamente, drammaticamente cercava di sopravvivere, oltre il monastero?
"Probabilmente qualcuno avrebbe detto che, con tanti feriti e disperati bisognosi di aiuto, non era quello il momento per pregare. E' la stessa nostra "preferenza" per la vita attiva. Eppure, lo ripeto, non possiamo sapere che cosa quell'"ancoraggio" con Cristo abbia potuto operare. E mi piace anche pensare che ad operare questa contemplazione lunga cent'anni siano state delle donne. Delle donne agli occhi del mondo emarginate, chiuse dentro. E che però hanno saputo scavare un angolo per quel rapporto con l'Eterno, hanno riscattato l'apparente emarginazione sviluppando la capacità contemplativa, che è qualcosa di eminentemente femminile. E' una virtù più propria alle donne, il sapersi chiamare fuori dall'azione e guardare all'essenziale".
A cosa paragonerebbe quest'"isola" sconosciuta e silenziosa nel cuore di Firenze?
"E' una storia di eremitaggio nel centro di una grande città. E la storia di generazioni di donne che si sono offerte, attraverso Cristo, agli altri, ad altri che non lo sapevano e non le hanno mai ringraziate e non le ringrazieranno mai. Non so immaginare una gratuità più assoluta".