Misna (Missionary Service News Agency)
COLOMBIA, 28 GEN 2002 (9:34)
Fine settimana di sangue in tutto il Paese
Non si arresta l’escalation di violenza in Colombia. Ieri la polizia del dipartimento di Huila, nel sudest, ha reso noto che i cadaveri di tre ragazzi minorenni sono stati rinvenuti in una fossa comune nei pressi di Suaza (circa 350 chilometri a sudest di Bogotà). Secondo una prima ricostruzione, i tre sarebbero guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) uccisi dai loro stessi compagni d’arme. Gli investigatori ritengono che i ragazzi abbiano tentato la fuga e siano stati raggiunti e uccisi per punizione.
Sempre ieri, fonti militari hanno annunciato di aver liberato un imprenditore sequestrato dalle Farc. L’operazione è stata compiuta nei pressi di Restrepo (Meta, circa 200 chilometri a sudest della capitale) e ha causato la morte di quattro ribelli.
Ma la strategia della guerriglia continua a prendere di mira anche le fonti energetiche del Paese. Altri sette tralicci dell’elettricità sono stati fatti esplodere nella zona di Gacheta (Cundinamarca, circa 100 chilometri a nord di Bogotà). Sono ormai una quarantina gli impianti per il trasporto della linea elettrica distrutti dai guerriglieri nelle ultime settimane.
Il 7 aprile prossimo è la data-limite stabilita dal Tavolo del dialogo per la firma del cessate-il-fuoco tra governo e Farc, un’intesa trovata in extremis per salvare un negoziato che sembrava irrimediabilmente compromesso. Ma i ribelli hanno già lasciato intendere che, pur capendo l’importanza di un cessate-il-fuoco bilaterale, le operazioni belliche non si fermeranno "nella misura in cui proseguiranno quelle dell’esercito e dei paramilitari", ha detto Raul Reyes, un portavoce della guerriglia. E proprio i paramilitari delle Auc (Autodifese unite della Colombia) sono tornati a colpire ieri. Un commando composto da due uomini ha fatto irruzione nel centro termale "El Bohio" di Cumaral (Meta, 80 chilometri a sudest della capitale), sparando all’impazzata e uccidendo sei persone. Un’altra è rimasta gravemente ferita. Le Auc hanno accusato il presidente Andres Pastrana di aver "concesso tutto, in cambio di niente" ai ribelli, definendo il capo di Stato "un codardo". (GM)