Avvenire, 1 febbraio 2002

Per estendere la cura prenatale

Bush cambia rotta e il feto diventa "bambino non nato"

Washington. L’amministrazione Bush invita i singoli stati americani a considerare il feto quale "bambino non nato" in modo da farlo rientrare nella copertura sanitaria pubblica, e dando così la possibilità anche alle donne con basso reddito di accedere ai servizi sanitari prenatali.

La decisione è stata annunciata ieri dal ministro della Sanità Tommy Thompson, e ha trovato l’immediata reazione dei gruppi abortisti che temono si apra in questo modo la strada al riconoscimento di uno status giuridico del feto con la conseguente messa fuorilegge dell’aborto.

Thompson ha annunciato che il feto potrà essere d’ora in poi classificato come "bambino non nato", permettendo alle madri incinte a basso reddito di accedere ai benefici previsti dalla copertura sanitaria statale del programma Children’s Health Insurance (Chip). Il programma fino ad ora è rivolto solo ai bambini e non copre quindi genitori in attesa di un figlio.

Il ministro della Sanità ha spiegato la scelta sottolineando che "l’assistenza prenatale per le donne e i loro bambini è una parte cruciale dell’assistenza medica che ogni persona dovrebbe avere nel corso della propria vita". Assistere un bambino prima ancora che nasca, per Thompson, "può essere un fattore determinante per la salute e dobbiamo fare tutto ciò che possiamo per mettere questo tipo di assistenza a disposizione di tutte le donne incinte".

Fino ad oggi, gli Stati che amministrano il programma Chip potevano riconoscere il diritto all’assistenza alle madri in attesa di un figlio, ma solo chiedendo caso per caso un’autorizzazione al ministero della Sanità. hompson ha accelerato la concessione di queste autorizzazioni, ma con il riconoscimento del feto come "bambino non nato" il ministro intende rendere più semplice la procedura.

Thompson ha detto inoltre che appoggerà il progetto di legge attualmente in discussione al Senato che consente agli stati di aggiungere automaticamente al programma Chip le donne incinte. Funzionari dell’amministrazione avevano già detto l’estate scorsa che stavano considerando questo cambiamento di politica, ma a quel tempo l’Associazione dei governatori nazionali aveva messo in guardia il dipartimento della Sanità: mentre alcuni stati – diceva il corpo consultivo – avrebbero recepito immediatamente la direttiva e altri l’avrebbero rigettata, alcuni stati si sarebbero trovati di fronte a una dura e lacerante battaglia per arrivare a una decisione.

In ogni caso la nuova politica annunciata ieri non diventerà effettiva finché non sarà pubblicata sul Registro federale e il dipartimento non avrà considerato i commenti pubblici.