Libero, 1 febbraio 2002
Contestazione senza precedenti degli studenti di sinistra a Roma. Slogan e volantini contro il Pontefice e la Moratti
Ora i no global insultano anche il Papa
Fabrizio d’Esposito
Roma. I no global non risparmiano neppure il Papa. È successo ieri mattina all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Roma Tre. Un corteo di mille studenti ha scandito slogan contro Giovanni Paolo II, il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, e il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace: "Wojtyla, Moratti, Storace: con voi nessuna pace"; "Fascisti, preti e imprenditori: noi dentro, voi fuori".
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Questa volta gli studenti no global, quelli che contestano la Moratti ma anche la guerra in Afghanistan, hanno puntato molto, ma molto, in alto. Per la prima volta, infatti, i loro slogan non hanno risparmiato neppure il Papa. È successo ieri mattina all’Università Roma Tre, su via Ostiense. In programma c’erano i festeggiamenti per l’inaugurazione del decimo anno accademico del terzo ateneo pubblico della Capitale. Giovanni Paolo II è arrivato alle undici e mezzo, un po’ in ritardo e visibilmente affaticato. Ad aspettarlo, dentro l’aula magna, i ministri Moratti (Istruzione) e Scajola (Interno), il rettore Guido Fabiani, lo storico Renato Moro, il presidente della Regione Lazio, Storace, i diessini Luigi e Giovanni Berlinguer, il prodiano Giovanni Maria Flick, il cardinale Ruini. E fuori, loro. Gli studenti medi e universitari del movimento no global. Solo un imponente schieramento di poliziotti e carabinieri ha evitato che un migliaio di ragazzi e ragazze si avvicinasse un po’ troppo all’Università durante le ore della cerimonia.
Gli studenti hanno urlato i loro slogan a distanza. Il Papa non li ha visti, né sentiti. Eccoli, gli slogan contro il Pontefice: "Wojtyla, Moratti, Storace: con voi nessuna pace", "Fascisti, preti e imprenditori: noi dentro voi fuori". Non mancano gli sfotto. Qualcuno imita la voce del Papa e grida: "Fratelli, preghiamo che la Moratti vada via", oppure: "Fratelli, Berlusconi è un peccatore". E non è finita. Circola pure un volantino che spiega le "ragioni" della protesta: contro la mercificazione del sapere, contro la cultura in odore di santità, contro la scuola dei ricchi. Il titolo è: "Le svendite incredibili a Roma Tre. Wojtyla, Moratti e Storace: tre testimonial da paura per l’inaugurazione dell’anno accademico". Molti di loro, infine, trascinano dei carrelli per la spesa. Sono piene di libri, si vuole ironizzare sui supermercati del sapere istituiti dal governo Berlusconi. (…)
Il duello a distanza con gli studenti dei collettivi e dei centri sociali, già protagonisti dell’assedio agli Stati Generali della Moratti, continua. Fuori si danza e si grida ancora. Alcuni di loro sono vestiti con tute arancioni. (…)
Il ministro Scajola, circondato dai cronisti, risponde a una domanda sulle recenti dichiarazioni di Giovanni Paolo II contro il divorzio: "Guai se il Papa non rivolgesse questo monito. Le sue non sono interferenze, ma valutazioni della Chiesa cattolica".
L’aula magna si svuota e i no global la occupano simbolicamente per "liberarla dall’incursione clerical-fascista". In strada, alle spalle dell’edificio, un altro gruppetto di contestatori si mette a ballare. In precedenza, su viale Marconi, si è pensato al peggio. Da una finestra della facoltà di Scienze politiche un ragazzo ha accennato un saluto romano. (…) Uno degli organizzatori della protesta annuncia: "Questo è un movimento in ripartenza. Ci saremo anche noi all’appuntamento di Salamanca, a metà marzo, quando si riuniranno i ministri europei dell’Istruzione".