Misna
(Missionary Service News Agency)SUDAN, 11 FEB 2002 (0:5)
Caso Abok Alfa Akok: governo sudanese alla comunità di Sant’Egidio, "annullata condanna a morte"
Nel pomeriggio di sabato, il governo sudanese, sollecitato ripetutamente dalla Comunità di Sant’Egidio, ha annunciato l’annullamento della condanna a morte per lapidazione nei confronti della diciottenne Abok Alfa Akok. La giovane donna, di religione cristiana, era stata condannata alla pena capitale per lapidazione, secondo quanto prescritto dalla sharìa (legge islamica) con l’accusa di adulterio per essere rimasta incinta in seguito a un rapporto extraconiugale. Abok Alfa Akok, del gruppo etnico Dinka, era stata giudicata da un tribunale di Nyala (Darfur del Sud), senza avere avuto modo di difendersi né durante le fasi dell’interrogatorio né in quelle del dibattimento, avvenute in arabo, lingua che lei non comprende. "Si tratta di un fatto importante", ha commentato padre John Antonini, direttore della Comboni Press, che ha espresso apprezzamento per l’intervento delle autorità di Khartoum in favore della giovane donna. "La struttura decentrata dei tribunali islamici, messa a punto nel passato da Hassan el Turabi, ideologo del fondamentalismo sudanese, è purtroppo ancora operativa, il che rende difficile il monitoraggio da parte delle autorità centrali", commenta il religioso. "Molti di questi casi giudiziari – prosegue - vengono notificati a Khartoum solo attraverso l’azione delle agenzie per la difesa dei diritti umani". Per padre Antonini è indispensabile una maggiore collaborazione tra il mistero della giustizia sudanese e la società civile locale.
Intanto, fonti indipendenti non confermate riferiscono che la giovane donna sudanese sarà giudicata per reati minori non meglio precisati. Al momento è impossibile conoscere altri particolari sulla vicenda. (CO)
[Nota della redazione di LSE: L’appello in favore di Alfa è diventato un caso internazionale grazie anche a diverse quotidiani (per esempio, "Avvenire", "Il Giornale" di Milano) e associazioni varie]
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Misna
SUDAN, 11 FEB 2002 (3:58)
Khartoum: gravi vessazioni contro convertito al cristianesimo
Dopo il ‘Caso Abok Alfa Akok’, che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale l’applicazione della ‘sharia’ (legge islamica) in Sudan, una nuova sconcertante vicenda riguarda ora un cristiano sottoposto ad indicibili vessazioni nello stesso Paese. Fonti indipendenti contattate a Nairobi (Kenya) riferiscono che Aladin Omer Agabni Mohammed, un tempo di fede musulmana, convertitosi undici anni fa al cristianesimo, è stato costretto a darsi alla macchia dopo che domenica 3 febbraio gli è stato impedito d’imbarcarsi a bordo di un aereo destinato in Uganda. La polizia segreta sudanese, dopo averlo insultato, gli ha confiscato il passaporto e il poco denaro in suo possesso; inoltre è stato duramente picchiato. Pare che il neofita intendesse recarsi a Nairobi via Entebbe (Uganda) per poter frequentare i corsi di teologia in un seminario della capitale keniana. Trentaquattro anni, Agabni Mohammed è stato sottoposto già nel passato a feroci torture per aver abiurato la fede coranica. (CO)
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Misna
SUDAN, 11 FEB 2002 (1:2)
Bahr el Ghazal: aviazione governativa bombarda campo umanitario
Un aereo governativo sudanese ha bombardato sabato pomeriggio il centro umanitario di Akuem (contea di Aweil East, nord Bahr El Ghazal). Lo riferiscono fonti della MISNA precisando che un bambino di 9 anni, Akuc Tong Kuan, è morto in seguito alle esplosioni, mentre sei persone sono rimaste ferite. L’aereo militare ha sganciato attorno alle 16:30 ora locale, sette bombe su un nutrito gruppo di civili radunato per la distribuzione degli aiuti alimentari, nei pressi della pista aerea di Akuem. Il Pam (Programma alimentare mondiale) aveva sganciato dal cielo gli aiuti quattro giorni prima, il 5 febbraio scorso. La notizia ha suscitato l’indignazione della società civile locale e delle comunità cristiane che hanno duramente condannato l’aggressione. Tra i feriti figura anche una bimbo di tre anni: Adior Tong Hol. (CO)