CINA R.P.
Continuano gli arresti di vescovi e sacerdoti della chiesa non ufficiale
Monasteri e comunità in preghiera per la libertà religiosa in Cina
Roma (Fides)
– All’inizio della Quaresima l’Agenzia internazionale Fides pubblica una lista di 33 nomi per cui pregare. Si tratta di vescovi e sacerdoti sequestrati (cioè arrestati dalla polizia senza alcuna accusa e da allora scomparsi) o di vescovi e sacerdoti impediti a svolgere il loro ministero pastorale perché sotto il controllo della polizia o perché agli arresti domiciliari. Tutti loro sono membri della cosiddetta Chiesa clandestina. Si tratta cioè di prelati e sacerdoti non riconosciuti ufficialmente dal governo e che non rientrano nelle strutture sotto il controllo dell’Associazione Patriottica.
Secondo diversi osservatori contattati da Fides, tutte le persone qui elencate sono arrestate proprio perché non vogliono appartenere all’Associazione Patriottica. La prigione e continue sessioni di "rieducazione" dovrebbero convincerli del contrario. Per tutti loro iscriversi all’Associazione Patriottica, significa sottostare ai principi che governano tale associazione, fra cui l’adesione a una Chiesa indipendente e nazionale. Per queste persone il legame col Papa e con la Chiesa universale è elemento essenziale della libertà religiosa. In Cina la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione, almeno in teoria. In pratica, per vivere, le comunità devono farsi ufficialmente registrare e sottoporsi a controlli sul personale, sulle attività, sull’economia secondo criteri stabiliti da Regolamenti speciali. La Cina, pur avendo sottoscritto i protocolli ONU sui diritti civili e politici, non li ha ratificati nel proprio sistema legale, lasciando spazio ad abusi e squilibri. Va notato che:
- Arresti di cattolici e "rieducazione" sono frequenti anche ora che la Cina è entrata nel WTO, per prevenire "disordini sociali". A questo proposito va detto che i membri delle comunità cattoliche sotterranee – e fra di loro vi sono vescovi di 70-80 anni – non si sono mai macchiati di violenze o comportamenti antisociali. Al contrario, in molte zone della Cina essi offrono una grande testimonianza di carità attraverso orfanotrofi, scuole, dispensari.
- In un discorso tenuto nel dicembre scorso, il presidente Jiang Zemin ha sottolineato il valore sociale delle religioni (moralità, impegno per il progresso della società, ecc…). Ma non ha fatto nessuna apertura sul valore delle religioni in sé, né ha tolto la riserva sulla supremazia che il Partito deve avere sulle religioni. E sebbene in questi ultimi due anni in Cina vi siano state voci per instaurare rapporti diplomatici con la Santa Sede, la leadership non ha mai rinunciato all’idea che la libertà religiosa può essere solo una "semi-libertà" controllata. In un documento segreto del Partito, del 16 agosto 1999, si afferma che "nella prospettiva di possibili rapporti diplomatici con il Vaticano, dobbiamo accrescere il controllo sulle comunità e potenziare l’Associazione Patriottica". Quanto sta avvenendo alla Chiesa sotterranea in Cina rispecchia fedelmente le prospettive tracciate in quel documento. Eppure una piena libertà religiosa è quanto di più utile alla modernizzazione della società. Il Papa Giovanni Paolo II ha sempre parlato della "libertà religiosa" come il cuore di ogni libertà. Anche la storia dimostra che in paesi come Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, la libertà religiosa ha influenzato in modo potente la modernizzazione della società e il loro sviluppo.
- La comunità internazionale – in particolare USA e Comunità Europea – continua a guardare con simpatia la Cina a causa del suo enorme mercato e a causa del suo appoggio alla guerra contro il terrore. Dentro questo quadro, i diritti umani e religiosi sono l’ultima preoccupazione. Anzi, per la Cina, la guerra contro il terrore sembra essere l’occasione per "ripulire il cortile interno" da tutti i gruppi fuori del suo controllo (uiguri, tibetani, democratici, Falun Gong, sette protestanti, cattolici sotterranei). Mary Robinson, direttrice della Commissione ONU per i Diritti Umani ha già messo in guardia il governo cinese dall’usare la lotta al terrorismo come un mezzo per soffocare l’opposizione interna non violenta.
- In questa lista vi sono 33 nomi; di altri 20 non si conosce neppure quello. Proponiamo che durante la Quaresima le comunità cristiane e i monasteri di clausura preghino ogni giorno per uno di questi nomi; per la libertà religiosa della Chiesa in Cina; perché lo Spirito apra il cuore dei governanti cinesi a valorizzare la libertà religiosa come uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo umano e tecnico di questo grande paese. E questo, proprio nello spirito testimoniato da Giovanni Paolo II nel suo Messaggio al Popolo Cinese, per l’anniversario della missione di Matteo Ricci a Pechino: "la Chiesa cattolica ha il vivo proposito di offrire, ancora una volta, un umile e disinteressato servizio per il bene dei cattolici cinesi e per quello di tutti gli abitanti del Paese".
Vescovi arrestati
- Mons. Giacomo Su Zhimin (diocesi di Baoding , Hebei) arrestato e scomparso dal 1996. Ha 70 anni.
- Mons. Francesco An Shuxin (ausiliario diocesi di Baoding, Hebei), arrestato e scomparso dal 1997. Ha 52 anni.
- Mons. Li Hongye (diocesi di Luoyang, Henan); arrestato nel 2001. Ha 81 anni.
- Mons. Han Dingxian (diocesi di Yongnian/Handan, Hebei), arrestato nel dicembre ’99. Ha 64 anni. In passato è stato in prigione per circa 20 anni.
- Mons. Cosma Shi Enxiang (diocesi di Yixian, Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Ha 81 anni. Mons. Shi è stato ordinato vescovo nel ’82. Era stato in prigione per 30 anni. L’ultima volta fu arrestato nel dicembre ’90, poi rilasciato nel ’93.
Vescovi impediti nel ministero
Vari vescovi non ufficiali sono a periodi sequestrati e poi riportati nella loro chiesa. Rimangono sotto stretta sorveglianza e impediti di esercitare il loro ministero. Fra questi vi sono:
- Mons. Bartolomeo Yu Chengti, 72 anni, vescovo di Hanzhong (Shaanxi), dal dicembre 2001 è agli arresti domiciliari. Ai suoi sacerdoti è vietato incontrarlo.
- Mons. Giuseppe Fan Zhongliang (diocesi di Shanghai). Ha 83 anni.
- Mons. Han Jingtao (diocesi di Jilin). Ha 80 anni.
- Mons. Giulio Jia Zhiguo (diocesi di Zhengding, Hebei), 66 anni.
- Mons. Giovanni Yang Shudao (diocesi di Fuzhou, Fujian). Ha 82 anni. L’arcivescovo Yang ha subito in passato circa 30 anni di prigione. È stato arrestato nel ’55 per essersi rifiutato a entrare nell’associazione patriottica. Rilasciato dopo 26 anni, nell’81, è arrestato di nuovo nell’88 per 3 anni. Ora a periodi alterni, è sottoposto ad arresti e controlli.
- Mons. Tommaso Zeng Jingmu (diocesi di Yujiang, Jiangxi), 81 anni.
- Mons. Xie Shiguang (diocesi di Mindong, Fujian), arrestato nell’ottobre ’99. Ha 84 anni. Al suo arresto, secondo la polizia, era "stato invitato ad una chiacchierata" con rappresentanti del governo e portato in una località sconosciuta. Mons. Xie aveva sempre rifiutato la richiesta governativa di registrare ufficialmente la chiesa sotterranea di Mindong. Il vescovo è ritornato presto "libero, ma sotto controllo".
- Mons. Giacomo Lin Xili (diocesi di Wenzhou, Zhejiang), arrestato dal settembre ’99 e liberato all’inizio del 2002. Ha 82 anni.
Sacerdoti arrestati
HEBEI
È la regione a maggior concentrazione di cattolici (circa 1 milione). La chiesa clandestina è anche molto diffusa. Per questo è fra le chiese più prese di mira dai controlli della polizia.
- P. Cui Xingang, detenuto nella contea di Qingyuan.
- P. Guo Yibao, chiamato a presentarsi alla polizia di Xushui, dalla festa di Pasqua 2000 è nella prigione di Xushui.
- P. Li Jianbo di Mancheng, arrestato il 19 aprile 2001 nella città di Xilinhaute (Mongolia Interna). Ha 35 anni.
- P. Lu Genyou (o Genjun: è il vicario generale non ufficiale della diocesi di Baoding). Arrestato poco prima della Pasqua, il 31 marzo 2001. Il 13 aprile 2001 il governo di Baoding (Hebei) lo ha condannato a 3 anni di lavori forzati ("riforma attraverso il lavoro") nella prigione di Gaoyang. Sul documento della sentenza – copia del quale è giunto all’estero - sono esplicitati i motivi della condanna:
- aver ricevuto insegnamento teologico;
- essere stato ordinato prete senza riconoscimento dell’Associazione Patriottica dell’Hebei;
- aver rifiutato di iscriversi all’Associazione Patriottica;
- aver condotto attività di evangelizzazione, celebrato messe e predicato fuori dei luoghi consentiti.
5. P. Wang Zhenhe, di Anjiazhuang, arrestato il 14 aprile 1999. Detenuto nel carcere di Xushui.
6. P. Yin Zhengjun, arrestato il 27 gennaio 2001, nel villaggio di Beihezhuang (contea di Qingyuan). Nell’aprile dello stesso anno è stato condannato a 3 anni di rieducazione attraverso lavori forzati. Si trova nella prigione di Baoding.
7. P. Zhang Chunguang, arrestato alla vigilia di Pentecoste del 2001, dalla polizia della contea di Chongli. Da allora è in prigione a Xushui, insieme al p. Guo Yibao.
MONGOLIA INTERNA
Tra il 6 e il 13 gennaio 2002 sono stati arrestati due sacerdoti della chiesa sotterranea:
- P. Wang Zeyi, 31 anni;
- P. Zhang Sulai, 50 anni
ZHEJIANG
Il 23 novembre ‘99 un sacerdote Jiang Sunian è stato arrestato e dal 23 dicembre dello stesso anno non si sa dove sia detenuto. Con il p. Jiang salgono a 6 i sacerdoti sequestrati dalla polizia a Wenzhou.
SHANDONG
P.Giovanni Gao Kexian, 74 anni, della diocesi di Yantai, è sequestrato dall’ottobre ‘99. La diocesi di Yantai, è stata affidata ai francescani fino al 1949 e contava oltre 12 mila fedeli. Oggi ve ne sono più di 30 mila.
FUJIAN
P. Feng Yunxiang, arrestato il Venerdì Santo, 13 aprile 2001 a Fuan.
Sacerdoti liberati di recente, ma impediti nel ministero
HEBEI
- P. Hu Tongxian: arrestato e picchiato brutalmente nel Natale ’98. Condannato a 3 anni di rieducazione attraverso lavoro forzato, detenuto a Gaoyang. Terminata la detenzione, il 14 aprile 2001 ha ottenuto la libertà, ma non gli è permesso di svolgere nessuna attività come sacerdote.
- P. Ji Zengwei, arrestato nel 2000, nel villaggio di Beihezhuang (Contea di Qingyuan) durante le cerimonie del Mercoledì delle Ceneri. Domicilio coatto nella contea di Anxin. Il 5 febbraio 2001 ha ottenuto la libertà in modo irregolare: passa settimane agli arresti domiciliari; altre settimane di maggiore libertà.
- P. Xie Guolin di Xuguozhuang (Contea di Gaoyang). Arrestato nella sua casa il 4 novembre 1999. Detenuto in domicilio coatto nella prigione di Gaoyang. Liberato il 22 gennaio 2001 a causa di una sua malattia.
- P. Zhang Weizhu (diocesi di Xianxian, Hebei). Ha 43 anni. È un pastore molto attivo e ha fondato due ordini religiosi.
JIANGXI
Il 10 luglio 2001 la polizia cinese ha fermato nella regione del Jiangxi, nel Sudest della Cina, 16 sacerdoti della Chiesa cattolica clandestina, perseguitata per la sua fedeltà al Papa. Nel cuore della notte gli agenti della polizia locale hanno prelevato dalla sua abitazione p. Liao Haiqing, della diocesi di Yujiang, e hanno poi fatto irruzione in una riunione di studio di altri 15 sacerdoti dello stesso distretto, fermando i presenti. P. Liao Haiqing, 72 anni, ne ha già passati 17 in carcere, negli anni ’50 e fra il 1980 e il 1990. P. Liao viene arrestato di tanto in tanto e poi rilasciato.
La maggior parte degli arrestati nel luglio 2001 ha già ricevuto il foglio di scarcerazione dalla polizia. Ma l’Associazione Patriottica insiste perché ognuno firmi un documento di adesione all’Associazione Patriottica. Tale richiesta viene rifiutata da parte dei giovani preti, che restano così in detenzione.
SHAANXI
Tre sacerdoti, i pp. Du Baozang, Zan Jianzhou, Zan Shengrang (diocesi di Hanzhong), sono stati arrestati il 2 novembre 2001 e sottoposti a "rieducazione" per iscriversi all’Associazione Patriottica. I sacerdoti hanno rifiutato. Rilasciati il 7 dicembre 2001, è stato loro proibito di raggiungere le parrocchie dove lavoravano e sono stati esiliati in alcune zone remote della provincia. È loro proibito di contattare il loro vescovo, mons. Bartolomeo Yu Chengti.
(AGGIORNATA AL 12/2/2002 - Fonti: Agenzia Fides)
(Fides 13/2/2002)