Misna (Missionary Service News Agency)

INDONESIA, 14 FEB 2002 (0:50)

Estremisti islamici bocciano accordo di pace per Molucche, "riconciliazione destinata a fallire"

"Qualsiasi forma di riconciliazione volta a compiacere i cristiani è destinata a fallire". Così il gruppo islamico Laskar Jihad (Esercito della guerra santa), nell’ultima edizione del suo bollettino, boccia l’accordo di pace siglato ieri a Malino (Makassar, capoluogo di Sulawesi meridionale) tra musulmani e cristiani delle Molucche. Gli estremisti islamici, accusati dai cristiani di fomentare la violenza nel travagliato arcipelago, contestano innanzitutto la parola ‘riconciliazione’. "Sin dal primo omicidio di musulmani avvenuto il 19 gennaio 1999 – si legge nell’inquietante documento, pervenuto alla MISNA attraverso il Centro di crisi della diocesi cattolica di Ambon – si è abusato della parola ‘riconciliazione’. Ma, in realtà, è come se qualcuno che è stato appena picchiato e si sta appena riprendendo dal colpo fosse costretto a parlare di pace".

Ribadendo che "è troppo presto per discutere di riconciliazione", il documento del Laskar Jihad afferma che i delegati all’incontro di Malino non "rappresentavano il popolo". Gli estremisti usano parole particolarmente forti contro il movimento separatista cristiano Fkm (attivo nelle Molucche, ma in realtà mai sostenuto dalla Chiesa locale) accusandolo di "coprire quei provocatori che si nascondono dietro la parola di Dio".

Quanto agli scontri che negli ultimi tre anni hanno insanguinato vaste zone dell’arcipelago, gli islamici sostengono: "I cristiani dovrebbero rendersi conto che le nostre rappresaglie, che hanno causato numerose vittime, sono conseguenza di quello che i cristiani separatisti avevano fatto agli islamici prima del 19 gennaio 1999. Chi semina vento raccoglie tempesta".

Affossando dunque l’accordo siglato a Malino, i guerriglieri del Laskar Jihad propongono una loro soluzione per porre fine al conflitto inter-religioso: "Il governo deve incarcerare e portare davanti ai giudici i provocatori che innescano i conflitti". Quale esempio citano Fabianus Tibo, ritenuto responsabile insieme ad altri di una serie di omicidi avvenuti tra maggio e giugno 2000 a Poso (Sulawesi centrale), tra cui il massacro di 300 musulmani in una scuola islamica. "Non vediamo simili processi nelle Molucche – concludono gli estremisti – ma naturalmente giustizia deve essere fatta, e i musulmani se la faranno da soli!". (LM)