Avvenire, 17 febbraio 2002

LETTERE IN REDAZIONE

MASS MEDIA DEGRADATI

Caro Direttore,

non è più possibile continuare a tollerare una televisione e una radio così degradate, così oltraggiose e prive del comune e più elementare rispetto della dignità del pubblico.

Non si riesce ad accendere il televisore senza che ci vengano propinate, anche nelle fasce orarie comunemente fruite dalle famiglie, scene decisamente pornografiche e/o sketch e pubblicità ambigue o, quando va bene, "solo" volgari. Inoltre, nel periodo di feste natalizie, quanta banalizzazione e ridicolizzazione della religione ci è stata propinata, mettendo sullo stesso piano Babbo Natale e Gesù Bambino. In questo modo si promuove una mentalità sempre più ottusa, mentre si offendono non solo i credenti, ma chiunque ritenga di dover rispettare un fatto storico di indiscutibile rilievo.

Non abbiamo forse il diritto ad avere un servizio radiotelevisivo decoroso, con cui poterci arricchire anche culturalmente o con cui passare qualche mezz'ora di relax, in compagnia dei familiari? A quanto pare è un lusso che non possiamo permetterci. Poi però constatiamo, stracciandoci le vesti, l'abbrutimento della nostra società, dei nostri giovani, nei cui confronti abbiamo la grave responsabilità di un'educazione che li aiuti a fare della loro vita un capolavoro, mentre sono invece bersagliati da messaggi che inquinano la loro coscienza (perché, tra l'altro, passati sotto forma di "normalità" o nell'ambito di programmi "innocui"), e da modelli che non vorremmo mai che imitassero. Che ipocrisia!

Per non parlare dell'oltraggio ai più piccoli, per cui non si rispettano neppure le fasce orarie a loro dedicate, infarcendole di nefandezze! Eppure ci è stato detto cosa succede a chi scandalizza uno solo di questi piccoli.

E allora basta, si spenge il televisore e non si rinnova più l'abbonamento: trovo ingiusto che i soldi pubblici (quindi anche i miei) siano impiegati per la rovina delle coscienze e contro la dignità delle persone. Invito altri a far così e a boicottare, non acquistandone i prodotti, quelle ditte che si servono di pubblicità volgari o irrispettose.

Francesca Mangiagalli

Cernusco s/Nav. (Mi)

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