Il Tempo, 18 Febbraio 2002
L’avvertimento del Pontefice:
"Il demonio, principe di questo mondo, continua la sua azione"
"Il demonio continua anche oggi la sua subdola azione". Lo ha detto il Papa nella prima domenica di Quaresima durante l’Angelus in piazza San Pietro, ricordando "gli antichi e sempre nuovi" strumenti per combattere contro le suggestioni del male.
Le parole di Giovanni Paolo II ai fedeli all’Angelus durante la prima domenica di Quaresima contro "le suggestioni del male"
di FRANCESCO PELOSO
"VATTENE Satana!" ha scandito il Papa durante l'Angelus citando il Vangelo di Matteo. Così, nella prima domenica di Quaresima, Giovanni Paolo II ha parlato ai fedeli raccolti in piazza San Pietro della presenza del demonio, cioè del peccato, partendo proprio da quelle pagine della vita di Gesù in cui il figlio di Maria, condotto nel deserto dallo Spirito, viene sottoposto alla tentazione del diavolo. "L'atteggiamento deciso del Messia costituisce per noi un esempio ed un invito a seguirlo con coraggiosa determinazione. Il demonio, principe di questo mondo, continua anche oggi la sua subdola azione". Ma cos'è oggi il demonio? È il male che si incarna nella storia ma anche nella vita dei singoli individui e nei loro comportamenti. "Ogni uomo - ha affermato il Papa - oltre che dalla propria concupiscenza e dal cattivo esempio degli altri, è tentato anche dal demonio e lo è ancor più quando meno se ne avvede". "Quante volte - ha spiegato il Pontefice - con leggerezza egli cede alle fallaci lusinghe della carne e del maligno, e sperimenta poi, amare delusioni".
Bisogna allora che l'uomo continui a vigilare di fronte ad ogni attacco della tentazione. E la Chiesa indica gli strumenti adatti per i quotidiani combattimenti contro "le suggestioni del male", si tratta della preghiera, dei sacramenti, della penitenza, dell'ascolto della parola di Dio, della vigilanza e del digiuno. È insomma, quella del Papa, una risposta fondata sul recupero delle radici antiche del cristianesimo, affinché l'uomo di oggi ritrovi il silenzio interiore, la riflessione che lo spinge verso l'assoluto, la ricerca dell'immaterialità: così ascolto della parola di Dio e digiuno, oltre alla penitenza, diventano momenti essenziali di questa preparazione alla Pasqua insieme, naturalmente, alla preghiera e ai sacramenti.
Nel corso della mattinata il Papa aveva visitato la parrocchia di Sant'Enrico nella zona nord di Roma. Qui, nel corso dell'omelia, il Pontefice aveva già toccato il tema del peccato e della fiducia dell'uomo nella parola di Dio. "Siamo chiamati anche noi - aveva infatti detto il Papa - ad attraversare il deserto della quotidianità, affrontando la ricorrente tentazione di allontanarci da Dio". Quindi siamo invitati a imitare l'atteggiamento del Signore "che si volge deciso verso l'ubbidienza alla parola del Padre celeste e, in tal modo, ristabilisce la gerarchia dei valori secondo l'originario progetto divino". Rendersi partecipi della "vittoria di Cristo", ha poi spiegato il Papa, significa, concretamente, "impegnarsi a cambiare, alla luce della parola di Dio, il proprio modo di pensare e di agire".
La preparazione alla Pasqua è proseguita poi con l'avvio, ieri sera, degli esercizi spirituali della curia romana cui parteciperà anche il Papa. Le meditazioni di quest'anno saranno proposte dal card. Claudio Hummes, francescano, arcivescovo di San Paolo, una delle più grandi diocesi del mondo. Hummes - che è diventato cardinale appena un anno fa - proporrà un riflessione sul tema: "Sempre discepoli di Cristo". Durante gli esercizi, che si concluderanno sabato mattina, l'attività del Papa, compresa l'udienza generale del mercoledì, si interromperà del tutto.