Avvenire, 22 Marzo 2002

Il Papa ai 20mila giovani di Roma: non vivete "a momenti, seguendo le comodità"

Mimmo Muolo

Roma. "Giovani del terzo millennio, non usate male la vostra libertà". Giunge al termine di un bel pomeriggio di festa e di canti, di testimonianze e di preghiere, il richiamo del Papa. E come sempre la sua voce risuona al di sopra di tutte le altre - quelle che si sono alternate dai palchi di piazza San Pietro ora in coro, ora come soliste - per indicare il senso di marcia. Non solo verso Toronto, prossima tappa di quel pellegrinaggio tra i cinque continenti che da quasi vent'anni in qua è la Giornata mondiale della Gioventù. Ma anche e soprattutto la direzione da tenere nella vita di tutti i giorni, per essere "luce del mondo e sale della terra", come recita il tema della prossima Gmg e anche il titolo dato a questo incontro dal Servizio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma che lo ha organizzato. (…)

Il Papa, infatti, ricorda che la libertà, "se non è esercitata bene ci può condurre lontani da Dio". Anzi, "quando non è plasmata dal Vangelo può trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato e della morte eterna".

Di qui il suo appello a "non usare male" la libertà. E l'esortazione a "dedicare tempo alla preghiera" e a "lasciarsi aiutare da una guida spirituale". Altrimenti, ammonisce, "la confusione del mondo può persino giungere a soffocare la voce di Dio". "Non è forse vero che alcuni vostri coetanei - aggiunge Giovanni Paolo II - vivono come a momenti, scegliendo di volta in volta quello che può apparire più comodo?". Perciò esorta: "Non sottomettete la vostra libertà personale ad alcun potere terreno". Ma solo a Cristo "che vuole il vostro bene e la vostra autentica gioia". (…)

Quando alle 18,20 arriva la papamobile, Giovanni Paolo II può ricevere l'abbraccio ideale di tutti e ventimila i presenti, mentre viene eseguito l'inno ufficiale della Gmg di Toronto. Giunto sul palco, il Papa è salutato dal cardinale vicario, Camillo Ruini, che proprio ai giovani lì raccolti fa riferimento. "Sono giovani che intendono costruire insieme qualcosa di positivo, nella Chiesa e nella società - dice il porporato - ma conoscono la propria fragilità e devono fare i conti ogni giorno con gli esempi e gli stimoli non positivi che vengono dalla nostra società. Perciò sono profondamente riconoscenti a Vostra Santità che continuamente li aiuta a confidare in Cristo e a resistere al male". (…)