RUSSIA
La libertà religiosa in Russia è in serio pericolo
Dichiarazione della Conferenza dei Vescovi cattolici della Russia

Roma (Fides) – Il Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici della Russia, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, da Lugano dove si trova attualmente, ha rilasciato la seguente dichiarazione, che Fides pubblica integralmente.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi stanno mostrando che è in atto una campagna organizzata contro la Chiesa Cattolica in Russia.

Ieri all’aeroporto "Sheremetjevo-2" di Mosca, al momento di tornare in Russia è stato tolto senza spiegare i motivi il visto, valido fino al gennaio del 2003, al Vescovo ordinario della diocesi di S.Giuseppe a Irkutsk mons. Jerzy Mazur. Essendo cittadino polacco, egli si era rivolto diverse volte alle autorità con la richiesta di ottenere la cittadinanza russa, o almeno il permesso di soggiorno, ma si era sempre visto opporre un rifiuto. Due settimane fa in circostanze analoghe era stato levato il visto a un sacerdote italiano. I sacerdoti stranieri incontrano sempre più difficoltà nell’adempiere ai propri impegni pastorali.

Simili azioni dei rappresentanti dello Stato sono rivolte anzitutto contro i cittadini russi di fede cattolica che rimangono senza i Pastori, e ora perfino senza il Vescovo.

I cattolici russi si chiedono: chi sarà il prossimo? Quanto durerà tutto questo? Sono valide anche per loro le garanzie costituzionali di libertà di coscienza e il diritto di avere propri Pastori, compreso quello di invitarli dall’estero, non dimenticando che per 81 anni la Chiesa Cattolica in Russia è stata privata della possibilità di formare e ordinare dei propri sacerdoti? Forse che davvero lo Stato li considera cittadini di secondo piano? Stanno tornando i tempi della persecuzione della fede? Dove andranno a finire i cattolici del nostro paese?

Un particolare disappunto è suscitato dal silenzio al riguardo da parte delle organizzazioni russe e internazionali per la difesa dei diritti umani, chiamate a difendere i diritti delle minoranze religiose e l’assenza di reazioni da parte della Procura Generale, il cui compito è controllare che siano rispettate le leggi. Unica eccezione finora è stata la sezione russa dell’Associazione Internazionale per la libertà di coscienza.

L’espulsione di un Vescovo cattolico, che non ha infranto alcuna legge vigente, oltrepassa tutti i limiti immaginabili delle civili relazioni tra lo Stato e la Chiesa.

Con sentimenti di grave preoccupazione, noi esprimiamo la nostra decisa protesta in rapporto alle violazioni dei diritti costituzionali dei cattolici russi. La Conferenza dei Vescovi cattolici della Federazione Russa si rivolge agli organi del potere statale della Federazione Russa, e soprattutto al Presidente Vladimir Putin, in qualità di garante della Costituzione, agli organi della Procura, alle organizzazioni russe e internazionali per la difesa dei diritti dell’uomo e alla collettività, con l’appello a ristabilire la giustizia, a difendere la libertà religiosa e a non permettere la discriminazione dei cattolici russi.

Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz
Metropolita a Mosca
Presidente della Conferenza dei vescovi cattolici della Russia

Mosca – Lugano, 20 aprile 2002

(Fides 20/4/2002)

 

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RUSSIA
Il Vescovo cattolico Mazur espulso dalla Russia

Roma (Fides) – Ieri, venerdì 19 aprile l’Ordinario della diocesi cattolica di S. Giuseppe con sede a Irkutsk (Siberia orientale), il vescovo Jerzy Mazur, cittadino polacco, stava tornando a Mosca da Varsavia per continuare il suo servizio episcopale in Russia. Intorno alle 15.00, dopo l’atterraggio, i funzionari della guardia di controllo della frontiera dell’aeroporto "Sheremietievo-2" hanno confiscato il passaporto al Vescovo, senza restituirlo per un’ora intera. Quando il segretario della Rappresentanza Vaticana nella Federazione Russa, padre Tomasz Grysa, che era in aeroporto per incontrare il Vescovo, ha chiesto spiegazioni, il capo della guardia di frontiera ha dichiarato che il cittadino polacco Jerzy Mazur si trova nella lista delle persone a cui è vietato l’ingresso sul territorio della Federazione Russa (FR).

Immediatamente dopo tale dichiarazione, la Rappresentanza della Santa Sede e l’Ambasciata della Repubblica di Polonia nella FR, ed anche la Segreteria di Stato del Vaticano hanno preso tutte le possibili misure attraverso i canali diplomatici. In particolare, la Segreteria di Stato del Vaticano ha convocato l’ambasciatore della FR presso la Santa Sede Vitalij Litvin, il quale ha dichiarato di non essere al corrente dell’accaduto. Le speranze che il Ministero degli esteri russo, in seguito allo scambio di comunicazioni diplomatiche, potesse modificare la decisione presa, si sono rivelate vane. Al Vescovo Jerzy Mazur, senza fornire spiegazioni, è stato annullato il visto multiplo di ingresso in Russia, la cui validità non si era ancora esaurita, ed è stato dichiarato "persona non grata". Secondo la valutazione dei diplomatici, di fatto questo equivale a un’espulsione dal paese.

Alle ore 21 il Vescovo Mazur è salito su un aereo che lo ha riportato a Varsavia. La diocesi cattolica più estesa del mondo è rimasta senza il proprio Pastore, il che permette di parlare di violazione dei diritti costituzionali alla libertà di coscienza di una parte dei cittadini russi di confessione cattolica, e anche degli accordi internazionali che prevedono il diritto ad un’adeguata assistenza spirituale.

Il 5 aprile scorso era stato ugualmente annullato il visto multiplo di ingresso, senza spiegazioni e in una forma ancora più scorretta (staccando il visto dal passaporto di nascosto), al parroco delle parrocchie cattoliche di Vladimir e Ivanovo in Russia, il cittadino italiano e sacerdote Stefano Caprio. Il fatto era avvenuto sempre per opera delle guardie di frontiera dell’aeroporto "Sheremetievo-2", quando il sacerdote si apprestava a partire da Mosca per Milano. Le proteste dell’Ambasciata italiana nella FR e del Vaticano anche in questo caso non avevano portato ad alcun risultato.

L’espulsione dal paese di sacerdoti e vescovi è una grave destabilizzazione dell’attività delle strutture cattoliche in Russia, in quanto la maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi sono stranieri, arrivati in Russia da più di 20 paesi del mondo per assicurare l’assistenza spirituale ai cattolici, privati dei loro Pastori al tempo dell’ateismo. La mancanza di sacerdoti russi è dovuta al fatto che al tempo dell’Unione Sovietica tutti i seminari della Chiesa Cattolica erano stati chiusi, cosa nota alle autorità russe attuali. (Fides 20/4/2002)