Avvenire, Mercoledi 24 Aprile 2002

MOSCA – Due poliziotti fanno a pezzi per strada il passaporto di un frate polacco. Mentre i giornali "ospitano" Kasper

La Russia tra ostilità e caute aperture

Ma Papa Wojtyla ribadisce la necessità di dialogare con il popolo russo

Giovanni Bensi

MOSCA. L'Enciclopedia cattolica russa "costituisce un importante contributo che i cattolici intendono offrire a quanti, di lingua russa, vogliono approfondire i tesori che Dio ha elargito agli uomini mediante la sua Chiesa. Con questa opera, la comunità cattolica presente sul suolo russo da diversi secoli intende riaffermare la sua volontà di stare al fianco della grande cultura russa per intessere con essa un dialogo proficuo e fecondo, a tutto vantaggio del popolo che la esprime". Con queste parole Giovanni Paolo II ha manifestato la sua gioia e gratitudine ai curatori dell'Enciclopedia cattolica russa, ricevuti ieri in Vaticano in occasione della presentazione del primo volume dell'opera.

Il Papa ha salutato gli studiosi - coordinati da padre Gregorio Ciorok - e ha rivolto un pensiero particolare all'arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca, Tadeusz Kondrusiewicz, che ha sostenuto questa iniziativa. "Auspico che questa vostra fatica - ha detto ancora Wojtyla - contribuisca all'approfondimento della reciproca conoscenza e stima fra quanti vivono il Vangelo di Cristo nella vostra amata patria".

Dalla Russia, intanto, giungono segnali contrastanti, sull'onda delle recenti espulsioni del vescovo di Irkutsk (Siberia orientale), il polacco Jerzy Mazur, e di padre Stefano Caprio, italiano. Ieri un francescano polacco, Damian Stepien, è stato affrontato da due poliziotti mentre usciva - in abiti borghesi - dalla cattedrale cattolica moscovita in via Malaja Gruzinskaja. I due militsionery hanno voluto vedere il suo passaporto, gli hanno chiesto se fosse cattolico, dopo di che hanno stracciato il documento gettandolo in un cestino della spazzatura. L'incidente è stato confermato anche dal superiore dei francescani polacchi a Mosca, Bogdan Sewerenik. Stepien ha sporto denuncia ed ha avuto assicurazione da un ufficiale che i due poliziotti saranno puniti.

Intanto resta il mistero sulle ragioni dell'espulsione di Mazur. L'ambasciatore di Varsavia a Mosca ha presentato una vibrata protesta, alla quale ha risposto Aleksandr Jakovenko, capo dell'ufficio stampa del Ministero degli Esteri russo, dicendo che vi sono "gravi obiezioni" contro la permanenza di Mazur in Russia. Dopo aver fatto riferimento all'infelice storia della "prefettura di Karafuto" per indicare la parte meridionale dell'isola russa di Sakhalin (che rientra nella diocesi di Irkutsk, ma che dal 1905 al 1945 appartenne al Giappone), Jakovenko ha ribadito che il divieto a Mazur di rientrare in Russia è basato sull'articolo 27 della legge del 1996 sui visti. Il paragrafo 1 recita che l'ingresso di uno straniero può essere negato se "ciò è necessario per garantire la sicurezza dello Stato". Vi può entrare tutto e il contrario di tutto.

Intanto a Mosca si è svolta, nella sede dell'agenzia Interfax, una conferenza stampa del deputato Gennadij Rajkov del "Partito Popolare", formazione nazionalista, che ha accusato la Chiesa cattolica di "invasione spirituale sul territorio del nostro Paese" ed ha illustrato la manifestazione anticattolica che domenica si svolgerà in venti regioni della Russia (originariamente si era parlato di undici città) organizzata dell'"Unione dei cittadini ortodossi". A Mosca la manifestazione consisterà in una processione e in una veglia di preghiera presso il monumento ai santi Cirillo e Metodio. Contrariamente a quanto annunciato in precedenza, alla conferenza stampa non ha preso parte il metropolita Kirill, presidente del Dipartimento relazioni estere del Patriarcato. Al suo posto è intervenuto un suo funzionario, il sacerdote Antonij Iljin, il quale ha detto che l'azione di protesta "è guardata con comprensione dalla gerarchia della Chiesa ortodossa russa".

Ciò nonostante, non si blocca il dialogo. L'iniziativa è stata presa da uno dei due più autorevoli quotidiani russi, la Nezavisimaja Gazeta, che ha pubblicato contributi di spicco sia cattolici che ortodossi. Fra i primi un lungo articolo del cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, e uno dell'arcivescovo Kondrusiewicz. La creazione di diocesi cattoliche in Russia, ha scritto Kasper, non lede i diritti del Patriarcato di Mosca, il quale possiede diocesi di pieno diritto in Paesi cattolici e protestanti come Germania, Austria, Ungheria e Belgio. Fra gli interventi ortodossi si distingue quello, moderato, dell'arcivescovo Anastasij di Kazan' che invita gli ortodossi a "conservare la calma di fronte alla creazione di diocesi cattoliche in Russia".