Avvenire, Mercoledi 24 Aprile 2002

Kondrusiewicz: "È il momento di incontrarci, ma nella verità"

(Ha Collaborato Daniela Zazzara)

"È il momento di dialogare nella verità. Dobbiamo iniziare finalmente il dialogo tra le Chiese, perché la carità senza la verità è finta". Lo ha detto l'arcivescovo a Mosca Tadeusz Kondrusiewicz, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Russia, intervenendo a Roma alla presentazione del primo volume dell'Enciclopedia cattolica russa. "Lunedì ho parlato con il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani - ha dichiarato Kondrusiewicz all'agenzia Fides -. Kasper ha sottolineato che nella spiritualità dell'ecumenismo non può mancare caritas in veritate. Dobbiamo quindi agire nella verità, nelle relazioni tra le Chiese. Io non ho mai detto nulla contro la Chiesa ortodossa russa e non voglio certo farlo oggi, ma dobbiamo iniziare finalmente il dialogo, per stabilire cos'è il proselitismo, dove inizia e dove finisce. Lo stesso vale per il territorio canonico. Secondo me l'erezione delle diocesi aiuta molto la verità nei rapporti con lo Stato e con la Chiesa ortodossa".

Kondrusiewicz ha parlato delle difficoltà causate dall'espulsione del vescovo di Irkutsk, Jerzy Mazur, e di padre Stefano Caprio. Difficoltà e sofferenze: per Mazur e Caprio, "ma anzitutto per i fedeli rimasti senza pastori, fedeli che sono cittadini della Federazione Russa. Sono forse cittadini di seconda categoria?". Una questione "importante, perché si tratta di diritti costituzionali". Poi Kondrusiewicz ha sottolineato la disponibilità del patriarca ortodosso Alessio II - espressa in un'intervista - a "incontrare il Papa, se questo serve alla soluzione dei problemi". In precedenza, invece, la posizione del patriarcato era: prima risolviamo i problemi, poi forse ci sarà l'incontro. "Perciò per me questa è una prospettiva nuova, positiva, un cambiamento nell'atteggiamento del patriarca. L'ho detto mille volte che l'incontro serve a risolvere i problemi". Kondrusiewicz ha anche riportato gli episodi di intolleranza contro i cattolici e i tentativi di alcuni politici russi di strumentalizzare la vicenda.

L'arcivescovo di Foggia-Bovino, Domenico D'Ambrosio, intanto, ha scritto all'ambasciatore d'Italia a Mosca per sollecitare la restituzione del visto a padre Stefano Caprio, fidei donum in Russia proprio della diocesi pugliese. "Non possiamo lasciare sola la Chiesa cattolica di Russia. È nostro dovere difendere la libertà di coscienza e di professione di fede della nostra Chiesa sorella".