HONG KONG/CINA
Diritto di residenza: il caso finisce all’Onu, ma il governo inizia il rimpatrio

Hong Kong (Fides) – La questione del diritto di residenza per i figli di immigrati cinesi che vivono a Hong Kong approda all’Onu. Il 29 aprile una delegazione di avvocati, sostenitori e rappresentanti degli immigrati interverrà alla Commissione Onu per i Diritti Umani a Ginevra. Del gruppo farà parte pure p. Franco Mella, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) che si batte per difendere l’unità delle famiglie. Il piano del governo rischia di spaccare numerose famiglie di immigrati cinesi, divenuti cittadini di HK: esso prevede il rimpatrio dei loro figli se nati nella Cina continentale.

Dopo una lunga battaglia legale iniziata nel 1999, il 31 marzo scorso è scaduto il permesso di soggiorno per oltre 4mila persone. Da allora, il governo ha cominciato il rimpatrio degli "irregolari". Circa 90 persone sono rimpatriate volontariamente, 10 sono state prelevate e accompagnate al confine dalla polizia. Fra loro un minorato mentale, che è stato strappato ai suoi genitori, un caso per cui le organizzazioni umanitarie hanno fortemente protestato.

Mentre il governo ha ribadito la "linea dura", fra la gente sono cresciute rabbia e disperazione. Il 24 aprile alcuni immigrati hanno bloccato per un ora il capo della sicurezza Regina Ip Lau Suk-yee, circondando la sua automobile e chiedendo spiegazioni. Il governo ha risposto con un vasto dispiegamento di forze dell’ordine. Il giorno successivo oltre 300 poliziotti hanno sgombrato il Charter Garden, un parco pubblico in cui gruppi di attivisti contestavano i provvedimenti governativi. La manifestazione era autorizzata, e molti osservatori hanno messo in dubbio la legalità dell’intervento della polizia.

Dal 17 marzo al 31 marzo un gruppo di oltre cento attivisti, fra i quali padre Mella, aveva fatto uno sciopero della fame contro il piano di rimpatrio del governo (cfr. Fides 29/3 – 5/4 2002). Alla scadenza del 31 marzo, mons. Joseph Zen, vescovo coadiutore di Hong Kong, ha pronunciato un discorso molto toccante, paragonando gli immigrati a Gesù e il governo ai suoi persecutori. La Chiesa cattolica si è schierata sin dall’inizio al fianco degli immigrati, sostenendo forme pacifiche di protesta.

Il 24 aprile è deceduto un noto avvocato dei diritti degli immigrati: la sig.ra Pam Backer 71 anni, in vent’anni di militanza forense a Hong Kong, ha difeso generazioni di immigrati, come i boat people vietnamiti e negli ultimi tempi oltre 5.000 immigrati cinesi, rappresentandoli nel ricorso alla Corte d’Appello Finale. (Fides 27/4/2002)