Avvenire, 7 maggio 2002
Colombia, dopo la strage arriva l’esercito
Molti bambini tra le 108 vittime civili dell’eccidio nella regione del Choco. Il presidente Pastrana ora promette protezione
Di Fabrizio Mastrofini
La regione del Choco, nel nord-est della Colombia, è ridotta ad un campo di battaglia. Il presidente Pastrana ieri ha definito "un genocidio, un massacro", i 108 morti causati dalla bomba di giovedì contro la Chiesa di Nostra Signora del Carmelo, situata nel centro di Bellavista. L’ordigno e un’intensa sparatoria hanno fatto strage tra i civili che si trovavano nella chiesa alla ricerca di un riparo dalla violenza che da settimane dilania la regione.
Tra i morti, almeno 37 sono bambini: si parla inoltre di più di 100 feriti, di cui 16 in gravi condizioni. Il fatto è avvenuto il 2 maggio, e per l’isolamento della zona sono stati necessari alcuni giorni perché fosse reso noto.
Dopo il massacro, il governo si sta muovendo. Domenica, Pastrana ha presieduto un vertice di emergenza a Quibdò, capoluogo della regione, 150 chilometri a sud del luogo del massacro. Ha ribadito che il finanziamento della violenza viene dal narcotraffico e ha promesso che arriveranno quattromila soldati, in una zona dove le forze dell’ordine non si vedono dal marzo 2000 e da allora spadroneggiano la guerriglia delle Farc ed i paramilitari delle forze di autodifesa (Auc). Il controllo della regione è importante perché vi passano le vie di comunicazione del traffico delle armi. La Commissione Giustizia e pace della diocesi di Quibdò, da giorni denuncia la particolare gravità della situazione umanitaria per migliaia di sfollati, le cui condizioni precarie si stanno aggravando a causa dell’arrivo dell’inverno. "Ci preoccupa – denuncia la Commissione in un comunicato – che le istituzioni dello Stato non sono intervenute per evitare questa tragedia, nonostante fossero state informate dei combattimenti imminenti e dei rischi che correvano i civili".
A nulla è servito anche un appello della sede colombiana dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che ha ricordato alle parti in causa che "va rispettata" la popolazione.
Ieri, inoltre, Pastrana ha ripreso a polemizzare duramente contro l’Unione europea, che negli ultimi giorni non ha incluso la guerriglia delle Farc nella lista delle organizzazioni terroriste, mentre ha inserito, tra gli altri, sia Sendero Luminoso del Perù, sia l’Eta e i paramilitari delle Auc. L’inserimento significa che i Paesi europei si impegnano a bloccare fondi e controllare i movimenti degli iscritti. Se ne riparlerà il 17 e 18 maggio a Madrid alla riunione dell’Ue con i Paesi latinoamericani e dei Caraibi.