Vidimus Dominus
Infanzia: negli USA il Messaggero di sant'Antonio discute di abusi sessuali
Ampio dibattito sulla rivista che dedica al tema anche un editoriale
Washington (USA), 15 maggio (VID) – Il sito internet delle edizioni del Messaggero di S. Antonio, negli Stati Uniti, affronta il tema dello scandalo legato agli abusi sessuali attraverso una discussione aperta in rete, scambi di messaggi di posta elettronica e con un dibattito che si estende anche alle riviste.
L’editoriale dell’ultimo numero del "St. Anthony Messenger", rileva infatti che è fallita la politica preannunciata nel 1993 da mons. Kinney, presidente dello speciale comitato della Conferenza episcopale sugli abusi. A quell’epoca, proprio in un’intervista al "St. Anthony Messenger", il presule aveva sottolineato che i sacerdoti accusati non potevano venire riammessi nelle parrocchie.
"Gli eventi del 2002 – commenta la rivista – mostrano che non tutti i vescovi hanno seguito quella linea".
Ma perché oggi l’attenzione è più forte che in passato? A questa domanda, l’editoriale risponde osservando che "la società statunitense è coinvolta negli abusi sessuali e si aspetta che i colpevoli vengano deferiti alle autorità così la società può sentirsi sicura. L’idea che la Chiesa possa occuparsene ma in maniera privata, è oramai fuori discussione".
"La protezione dei bambini chiede un incremento di sicurezza" e dunque è corretto l’approccio generale secondo cui "insegnanti, dottori, infermieri e altri con regolari contatti con i bambini debbano per legge riferire ogni notizia di abuso alle autorità". "Perché – è la conclusione – i nostri sacerdoti e vescovi non devono comportarsi secondo lo stesso schema seguito da altri? Sicuramente sarebbe un contributo per restituire fiducia e moralità".
Tuttavia, nel grande dibattito e nello scandalo che attraversa la Chiesa, il "St. Anthony Messenger" rileva "una buona notizia": uno studio a livello nazionale "indica che la grande maggioranza dei cattolici ancora ama la Chiesa".