Il Giornale, 29 maggio 2002

Putin non chiede udienza: Santa Sede delusa

Oltre all’incontro con il presidente statunitense George Bush, c’è un’udienza che Papa Wojtyla avrebbe volentieri concesso: quella al capo di Stato russo Vladimir Putin. Ma da parte di Mosca non c’è stata alcuna richiesta e, in Vaticano, è rimasto l’amaro in bocca. "Per la verità – ha detto un funzionario della Segreteria di Stato della Santa Sede che ha chiesto l’anonimato – non ci aspettavamo che Putin chiedesse un incontro con il Santo Padre, dato che la sua politica appare in questo momento molto legata al patriarcato ortodosso e certo il Santo Sinodo russo non avrebbe gradito. Però, bisogna anche dire che se il Presidente russo avesse presentato una richiesta di udienza, ne saremmo stati molto felici".

Una speranza in tal senso – a quanto si è appreso – è rimasta viva fino alle prime ore di ieri mattina. Un colloquio tra Giovanni Paolo II e Putin – dal punto di vista vaticano – poteva essere l’occasione per lanciare un segnale di disgelo alla maggioranza ortodossa russa, dopo le tensioni di questi ultimi mesi. La Santa Sede sperava inoltre di ricevere finalmente chiarimenti sui motivi che hanno spinto il governo russo ad espellere dal Paese il 19 aprile scorso il vescovo cattolico Jerzy Mazur capo della diocesi di Irkutsk in Siberia orientale.

I rapporti tra Vaticano e Patriarcato di Mosca, per tradizione molto difficili, sono drammaticamente peggiorati da quando, nel febbraio scorso, la Santa Sede ha deciso di riorganizzare in quattro diocesi la presenza cattolica in Russia. Ciò ha provocato l’ira di Alessio II e del Santo Sinodo che hanno visto, nella decisione, una sorta di sfida della minoranza di 600mila cattolici al primato dei circa 70 milioni di ortodossi.